Il Biglietto per l'Inferno è uno dei più stupefacenti gruppi di progressive rock mai apparsi in Italia. Non è azzardato affermare che prima del loro omonimo album, nel 1972, qui da noi il genere semplicemente non esisteva.
Il gruppo vanta buoni musicisti e un cantante-compositore-frontman eccezionale che, incredibile, è oggi monaco eremita. I testi, mai banali, sono particolarmente violenti, con dure critiche a società e religione. Suonano, ma non si sentono, nel senso che non danno fastidio, ben due tastiere, chitarra basso batteria e il flauto di Canali, il nostro monaco.
La loro produzione conta due album in studio e un live. Poi, lo sciolglimento, e ognuno prenderà la sua strada. Quello qui proposto è il secondo disco, composto nel 75 e, causa il fallimento della casa discografica, stampato solo nel 92. Lunghe cavalcate, visioni orniriche, il flauto e la maestria vocale di Canali, una sezione ritmica impeccabile, chitarra, flauto, tastiere ed effetti che duettano e si rincorrono in perfetta simbiosi con il canto. Giusto un attimo di pausa, Solo Ma Vivo poteva durare tre minuti di meno. Ma La Canzone Del Padre, un capolavoro autobiografico della difficile infanzia di Canali, chiude il disco nel modo più spettacolare possibile.
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martedì 11 settembre 2007
Biglietto per l'Inferno
Etichette: Biglietto per l'Inferno, musica 10 commenti
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