venerdì 10 luglio 2009

THE ANTLERS - HOSPICE




Un disco che mi ha colpito sin dal primo ascolto.
Potrebbe essere un candidato al disco dell'anno 2009.


mercoledì 8 luglio 2009

me ne devo uscire

alla fine si arriva ai rigori. la partita è stata assai più che modesta, e d'altra parte è già da un po' che va così. decisioni incomprensibili si accompagnano alla presunzione di chissà che remota, millantata grandezza, e in genere queste cose non portano bel gioco nè vittorie. non ti puoi permettere spesso di avere un compagno che corre come avesse uno scaldabagno sulle spalle. ma se non fai parte del giro giusto finisce che giochi poco e fuori ruolo, non conti un cazzo. si va ai rigori, dicevo. sbagliano loro, sbagliamo noi. i rigori ogni tanto si sbagliano, funziona così. baldanzoso, si avvia verso l'ultimo dischetto. confesserà, sotto la doccia, che già da prima aveva deciso come tirarlo, ne fa una questione di coerenza. certo, ci sarebbe un minimo di rispetto per i compagni, ma sai com'è, la coerenza.. fa il cucchiaio, e io, ovviamente in panca, penso che davvero stavolta le ho viste tutte, e che anche basta così.

venerdì 19 giugno 2009

Può essere?

La lettera gira veloce, come le smentite degli informatori.
Ai post-eri l'ardua sentenza.


Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto L ‘Aquila.
Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli.
Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare”. Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa.
Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per controllare. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”.
A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di merda arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ??? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L ‘Aquila. Poi c ‘è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono.
Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ‘ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla.
Berlusconi si è presentato, giuro, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.
Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l ‘intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli “Assaggi, assaggi”. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”.
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile

I giorni della Resistenza furono forse i soli in cui il popolo italiano (o meglio, la sua parte migliore) ha fatto qualcosa di cui essere davvero orgogliosi. vedendo la messe di cani mafiosi fascisti e ladri, e relativi elettori, che ci sta oggi, non è strano chiedersi come mai sia potuto accadere. ma è successo, e se è vero che la presenza degli anglo-americani fu fondamentale, è altrettanto pacifico che il contributo del movimento partigiano sia stato sommamente importante e in tanti momenti e luoghi addirittura indispensabile. Aggrappati ad un ideale di libertà, i Partigiani non esitarono a mettere in gioco la loro vita, spesso perdendola, ma consapevoli comunque di star facendo la cosa giusta. un'imperativo categorico, quasi.
Tutti noi dobbiamo loro qualcosa. Domani sarebbe il caso di uscire da casa e farsi una bella mattinata in una qualche manifestazione per ricordare il 25 aprile. ed evitando i comizi politici, magari sarà anche possibile incontrare ancora qualche brava persona.

giovedì 9 aprile 2009

doppia T come Terremoto e Tragedia

ora, a me fa girare assai i coglioni uno come bertolaso. la protezione civile in teoria si occupa della previsione, prevenzione e gestione degli eventi straordinari. in pratica non è altro che il sistema dello stato borghese della gestione dell'emergenza, il collante tra la istituzioni, colpevoli come sempre e in questi casi colte proprio con le mani nel sacco, e la società civile, che in queste occasioni si trova ad essere sempre la parte migliore del paese. guardate questo squallido tipo, maglia azzurra e scudetto al braccio, sempre attivo nel mantenere in piedi gli interessi dei suoi padroni a tragedia avvenuta imbonendo, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il vergognoso circo dell'informazione su cui si basa la coscienza di quest'italia marcia e collusa. dopo venti ore ancora dovevano montare le tende. l'ospedale è stata la prima cosa a crollare (ospedale che è stato costruito appena 15 anni fa dagli stessi che faranno il ponte che ci consacrerà buffoni dell'intero pianeta). bertolaso, quest'essere senza dignità, dopo il disastro combinato in campania, in spregio della salute pubblica, dell'ambiente e delle tecniche di smaltimento (il grande uomo è fermo all'età della pietra, e i suoi padroni hanno altri business da tutelare), passeggia ora sulle macerie dell'abruzzo impegnatissimo a mascherare l'evidenza di quello che non c'è mai stato, e a testimoniare cosa davvero protegge la Protezione Civile: lo scempio del paese, prima ancora da parte dei palazzinari, voluto e guidato dai governanti, l'assenza di ogni politica di prevenzione, dei controlli delle poche norme che ci sono, il completo asservimento del buon senso, della ragione e della tecnica al potere e al denaro. e vogliono fare le centrali nucleari, il ponte più lungo del modo che resterà chiuso 100 giorni l'anno. che invece di sedersi attorno a un tavolo con il tipo che in qualche modo aveva previsto il disastro per vedere cosa c'è di buono nei suoi studi, lo criminalizzano e denunciano (scommettiamo che andrà a finire in california o in giappone?). fino al prossimo disastro. l'anno prossimo ci sarà report che farà il conto dei soldi tirati al cesso nella gestione della ricostruzione. e dona un euro con un sms, così si fanno contente anche le compagnie telefoniche, poverette! la protezione civile è divenatata come telethon per la ricerca scientifica, come la caritas per la carità sociale, come l'avis: uno strumento borghese per nascondere il fallimento di uno stato che non riesce a fare le cose semplici e basilari per garantire una vita dignitosa alle persone. che, ricordiamolo, si sono riunite in civile consorzio per vivere, tutte insieme, meglio di come avrebbero potuto fare singolarmente. ma siamo arrivati qui, a chiederci a che serve un sistema statale come questo, che ha fallito, caduto nelle mani di buffoni ladri e mafiosi, che ha come unico scopo garantire la propria sopravvivenza, e chi se ne frega del resto. resto dell'idea che bisognerebbe cominciare a fare un po' di pulizia, e sperare in chi verrà dopo. nessun cambiamento è stato mai indolore, e ci vuole sempre un po' di coraggiosa speranza affinchè sia davvero tale, e non un barbecue dopo la padella. ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

martedì 31 marzo 2009

Editors - An End Has A Start

Avete presente le patatine fritte? pensi che non ti stancheresti mai di mangiarle, e dopo un po' non ne hai più voglia. più o meno siamo là. buona e promettente band e disco ruffiano e poco coraggioso, e gradevole, almeno per un po'. ma quanti ce ne sono in giro, ragazzi bravi e sostanzialmente inutili?

martedì 24 marzo 2009

Il battesimo dell'hard rock

In quel periodo i Led Zeppelin stavano sempre in tour. pressati dalla casa discografica, registrarono il loro secondo disco in poco tempo, quasi di fretta, prendendo molto in prestito dai bluesman Willie Dixon e Howlin' Wolf. furono persino accusati di plagio, e con qualche ragione, dato che poi patteggiarono. ma il disco brillò subito di luce propria, andando oltre le critiche. restò in classifica per anni, e divenne leggendario. La chitarra di Page, la ritmica di Jhon Paul Jones e "Bonzo" Bonham (spettacolarmente esemplare l'assolo in "Moby Dick"), la lirica di Plant fanno di questo probabilmente il più bel disco dei Led Zeppelin, pietra miliare nella storia della musica e punto di riferimento per migliaia di band.

mercoledì 25 febbraio 2009

Richiesta d'impiego

Nella zona di Bologna, mi offro alle aziende del settore come collaudatore di materassi e divani e agli esercizi commerciali come testimonial dimostrativo della bontà dei loro prodotti. Offro serietà e dedizione. Assicuro qualità fuori dal comune nel prendere sonno e mantenerlo ininterrottamente per ore e ore, anche in presenza di luce o rumore. Senza timore di immodestia, difficilmente si troverà un appassionato del genere più affidabile e motivato di me. Contattatemi all'indirizzo zed_1789@hotmail.it.

Non è uno scherzo. Pensate alla piacevole meraviglia dei Vs. clienti nel vedere una persona beatamente dormiente su un Vs. materasso (o divano, o poltrona) esposto in vetrina! o ai benefici della Vs. azienda che, grazie alla mia preziosa consulenza, riuscirà a progettare prodotti sempre più comodi e accoglienti. Contattatemi!! zed_1789@hotmail.it

lunedì 23 febbraio 2009

ammazzare il porco

Eli ha detto:
che sarebbe poi lo stesso motivo per cui non posso appoggiare la lotta armata:la resa alla barbarie, la sconfitta della democrazia, qualcosa che non può assomigliare a niente della mia idea di sinistra.

Volevo rispondere al commento, poi stava venendo lunga e quindi ho fatto un post. La Storia insegna che le rivoluzioni quando riescono è per il determinante passaggio di una buona parte delle forze armate al fianco del movimento rivoluzionario. la rivoluzione russa, francese, americana sono andate così. la rivoluzione cubana fa eccezione, ma nasce in un contesto particolare: gli errori strategici e militari di Batista furono elevati, e il sostegno della popolazione all'esercito irregolare di Castro fu massiccio. Sono pressocchè certo che una rivoluzione del genere non potrà mai più avvenire. Tutti gli Stati si sono ormai attrezzati con eserciti e strutture tali che una cosa del genere, in questi termini, non è più possibile.
In un contesto simile, che fare? vedo due approcci possibili. uno è la lotta armata: entrare in clandestinità e promuovere azioni atte a sollevare le masse e quindi sovvertire l'ordine costituito. è l'approccio delle BR, ovviamente perdente, oltre che moralmente discutibile. Un altro è l'infiltrazione da parte del movimento rivoluzionario all'interno del sistema, a livello politico e\o militare. l'opzione militare riserva sempre un successivo periodo di lutti e in genere non sopravvive nel lungo periodo. la strada più "realistica" è quella politica. Ma realistica non significa realmente praticabile. nel contesto in cui siamo, l'accesso all'informazione diventa fondamentale per la costruzione di una coscienza di classe davvero rivoluzionaria, ed è qui che le forze capitalistiche vincono: controllano giornali e televisioni, riducono la scuola pubblica a fastidio cui fornire solo una misera sussistenza ponendo le basi per un suo successivo smantellamento, occupano e ridicolizzano tutti gli spazi di dissenso, oscurando o criminalizzando chi pensa ci sia un pensiero alterntivo al loro, sviando l'opinione pubblica dalle vere necessità. e sembra che ognuno di noi abbia così troppo da perdere per scelte davvero radicali, che sia tutto tanto faticoso, frustrante e inutile, e così avere consapevolezza dello scontro resta difficile, e si rimane giocoforza marginali.
La violenza, si diceva, risolve ben poco, e spesso risulta addirittura controproducente. Tuttavia, a volte, l'eliminazione fisica di talune personalità risulterebbe, a modesto parer mio, più utile che dannosa. se hitler, pinochet, mussolini, habrè, milosevic, stalin (tanto per fare qualche nome) fossero stati eliminati prima di far seriamente danni, le cose forse sarebbero andate diversamente, e difficilmente sarebbero andate peggio. il nostro Paese è messo male. solo il naturale completamente del ciclo della vita potrà accendere una luce in fondo allo scarico dove siamo precipitati, ma per questo dobbiamo forse attendere ancora parecchio, e stiamo freschi se pensiamo che l'attuale maggioranza, ladra e serva, o la ridicola e corrotta opposizione, possano far qualcosa per invertire la tendenza. si sta andando verso la barbarie, la democrazia è diventato un concetto di cui ci si fa beffa, le parole assumono ogni giorno un significato diverso, la verità viene ignorata e ricostruita a piacere, il pudore esiste solo per gli altri. siamo ostaggi. e se questa è la situazione, non sarà mai troppo presto renderlo inoffensivo.

lunedì 16 febbraio 2009

Kings Of Leon - Because Of The Times

Si parte col botto con una cavalcata tra il garage e il rock quasi d'altri tempi, si prosegue con un pezzo basso batteria e chitarra dissonante che sembra uscito da un disco dei nirvana, e poi sprazzi di pearl jam quasi in ogni pezzo.. insomma.. ho fatto fatica ad abituarmi credo soprattutto alla strana voce, che forse è cmq la vera novità del gruppo, visto che il disco è ben suonato ma non originalissimo. mi ci sono voluti un bel po' di ascolti, e alla fine ha fatto giustamente presa.

lunedì 9 febbraio 2009

la stessa cosa

Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva con Pisanò, uno dei fondatori del Movimento Sociale, che allora era senatore. Pisanò mi si è rivolto dicendo: “Lei sa quanto me che avevamo degli ideali tutti e due. Diversi, certo. Ma la patria era un valore per lei e per me”. Io gli ho risposto “Senta, sarà pure come dice Lei. Però se vinceva Lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, Lei è senatore della Repubblica e parla qui con me”. Vittorio Foa

giovedì 5 febbraio 2009

ancora uno

approfittiamo della rete (in gentile concessione da qualche ignaro vicino) per riprendere la sana abitudine di metter dischi da scaricare. l'onore stavolta tocca ai Notwist e al loro capolavoro, nella certezza che rosco apprezzerà.

martedì 3 febbraio 2009

Questo blog non deve morire!


proviamo col gatto psichedelico, poi giuro che la smetto...

venerdì 23 gennaio 2009

D'oh!

il comunismo è come Homer, un orizzonte a cui tendere

venerdì 2 gennaio 2009

I campioni siamo (ancora) noi!

Se l'anno scorso è stata l'edizione della riconquista, questa è stata quella della conferma. Giocata la vigilia di Natale, ha vissuto brevi momenti di incertezza solo nei primi dieci minuti, dove siamo persino andati sotto. Ma, eloquente, il 13-6 finale racconta di una partita mai davvero in discussione, condotta con attenzione, bravura e persino disciplina tattica. Impeccabile il pacchetto difensivo, che si è ottimamente calato nello spirito del match, e come di consueto cinico e quasi stellare il reparto avanzato, spesso peraltro aiutato dall'imbarazzante pochezza dell'avversario. Nota di merito al nostro già celebrato van basten, l'immenso Rocco, venuto apposta da barcellona per onorare la partita. e vaffanculo, anche quest'anno è fatta!

venerdì 19 dicembre 2008

I MIGLIORI ALBUM DEL 2008 DI ROSCO

Provo a rianimare questo blog con il solito appuntamento con la mia classifica di fine anno.
Complessivamente un' annata migliore della precedente con album che confermano il genio dei propri autori (Micah P. Hinson, Notwist, TV On The Radio, Electric President), innovazioni fresche come non mai da almeno un lustro a questa parte (No Age, Fuck Buttons, Vampire Weekend, MGMT) e opere "difficili", che richiedono tempo e pazienza (Deerhunter, The Mae Shi).
Il mio numero uno quest'anno era già deciso a Marzo, quindi la gara non è stata affatto serrata, ma assicuro una qualità elevatissima fino alla decima posizione.



1. Vampire Weekend - s/t
2. The Mae Shi - Hlllyh
3. Micah P. Hinson - And The Red Empire Orchestra
4. The Notwist - The Devil, You + Me
5. Tv On The Radio - Dear Science,
6. Fuck Buttons - Street Horrsing
7. No Age - Nouns
8. Deerhunter - Microcastle
9. Electric President - Sleep Well
10. MGMT - Oracular Spectacular

martedì 23 settembre 2008

modena, 1994

a mezzogiorno eravamo ordinatamente in fila. a mezzogiorno e mezzo una macchina della polizia decise che non c'era altra strada che in mezzo alla gente. si sfondarono dunque i cancelli. lunga corsa, e ci trovammo aggrappati alla transenna. fu durissima mantenere la posizione fino a sera, ma quando cominciò solo una stupida guardia ci separava da gilmour..


lunedì 15 settembre 2008

Brown Album

per me era solo la band di dylan, e tanto già bastava. poi venne il film di scorsese, tanto, ovviamente invano, cercato in tutte le videoteche di aci, e miracolosamente trovato a notte fonda su raitre. lo vidi a casa di dario, e ho ancora la videocassetta con la registrazione, con quell'impressionante sfilza di ospiti. il disco che li consacrò definitivamente, dopo l'ottimo Music from Big Pink, è questo, senza titolo. il nome di per sè sembrava già presuntuosamente affascinante. se un gruppo si chiama semplicemente "The Band", o sono dei cazzoni, o hanno ragione loro.

giovedì 4 settembre 2008

New Adventures in Hi-Fi

pensavo di essere tra i pochi a considerare questo uno dei migliori album dei REM, oggi forse il migliore, visto che tra tutti è quello che ascolto più volentieri. e invece, girovagando, vedo che in molti la pensano come me. è l'ultimo con la band in formazione originale. Bill Berry, il batterista, andrà via l'anno successivo, e non sarà più la stessa cosa. il disco fu registrato on the road durante il tour di Monster, perlopiù durante i soundcheck. in certe parti, diciamo per un buon terzo, non è, a mio avviso, un disco semplice, o meglio, ha bisogno di più di un veloce ascolto per farsi apprezzare. ma alla fine, più che le singole tracce, è la sua atmosfera a restare, nitida e quasi omogenea. e poi ci sono comunque almeno quattro pezzoni, uno dei quali (con tra l'altro un video a dir poco emozionante) impreziosito dalla stupenda voce di patti smith. davvero un tesoro nascosto tra la loro discografia.

giovedì 21 agosto 2008

Che cosa ho fatto quest'estate

“Nel campo di coloro che cercano la verità non esiste autorità umana e chiunque tenti di fare il magistrato viene travolto dalle risate degli dei”. (A. Einstein)

Con questa cautelativa premessa, mi accingo a esprimere i miei pareri.

54 è un libro lunghissimo che si vuole composito, immenso, al cui interno circola un ampio respiro che si progetta mozzato in alcuni punti, nei momenti di congiunzioni e coincidenze che si annunciano sorprendenti, eclatanti.
Si rivela invece instancabilmente ammiccante su se stesso, continuamente teso alla ricerca di un ritmo che non trova mai, ricerca che, a metà libro, si comincia ad avvertire faticosa, affannosa. Lenta. Rimandi, casualità, storie parallele che si congiungono in posti e tempi incredibili (che palesemente si suggeriscono stupefacenti se non addirittura divertenti) sono ahinoi costruiti sul nulla, inseriti in una struttura poco fluida e in una storia che fino alla fine ti spinge ad allungare il collo per vedere che c’è dopo. Ma dopo non c’è un bel niente.


Sarah è la rivelazione dell’estate. La mia. Breve, veloce, massimamente pruriginoso, incautamente strafottente esprime un punto di vista che non penseresti, che nemmeno mai ti sogneresti.
L’occhio dietro alla telecamera è quello di un prostituto dodicenne che, travestito da femmina, non si cruccia per i camionisti che lo toccano, né per l’ambiente di allegra prostituzione nel quale è nato e cresciuto, grazie a sua madre. Se i suoi desideri si spalmano su una minigonna di pelle nera e le sue ambizioni la spingono a diventare la più gettonata “lucertola” del reame, i suoi dolori sono e rimangono quelli mutamente urlati in cerca dell’affetto della mamma.
Fa parte di quei rari libri che ti fanno ridere nel pianto.
E ti ritrovi a pensare su parole che sembrano non chiederti niente.

martedì 19 agosto 2008

The Only Band That Matters

A differenza del nichilismo senza via d'uscita espresso dai Sex Pistols, i Clash hanno legato la loro identità alla condizione giovanile proletaria inglese, denunciando il vuoto e le sofferenze nelle quali si era costretti a vivere e incitando a canalizzare la rabbia in una rivolta personale e collettiva che trova degno sfogo nell’inno "White Riot" e in "London’s Burning", che diventa il vero manifesto dell’infuocata band londinese.
Grazie a una lunga e generosa attività live in giro per l’Inghilterra a supporto dei Sex Pistols, la fama dei Clash cresce esponenzialmente e la band è matura per il suo primo disco. Si dice che "Il punk è morto nel momento in cui i Clash hanno firmato per la Cbs". E sarà anche morto il punk, ma è solo dopo aver firmato che i Clash possono finalmente entrare in uno studio per registrare un album che, per attitudine e semplicità, aiuterà non poco il mondo a capire che cosa significa punk, e che con il suo stile selvaggio e dinamitardo, dal suono ruvido e dai testi rabbiosi e politicizzati, è rimasto tra i classici del punk rock.

martedì 12 agosto 2008

Essential Mix

Essential Mix è un programma della BBC che dal 1993 ospita DJ Set d'autore. in pratica vengono invitati degli artisti a passare musica, quello che vogliono. questo proposto è lo show dei Massive Attack, due ore di grande electronic dance music, mandato in onda l'11 Dicembre 1994. per una buona festa di ferragosto..

Questa la tracklist:

01. Massive Attack - Sly [Underdog Mix]
02. DJ Smash - Dubs o­n Wax
03. DJ Cam - Abstract Hip Hop Vol 1
04. Massive Attack - Blue Lines
05. DJ Cam - Abstract Hip Hop Vol 1
06. Urban Thermo Dynamics - My Kung Fu
07. TLC - Creep
08. Nine - Wutcha Want
09. Unknown - Unknown
10. Ennio Morricone - The Ecstasy Of Gold
11. Fu Schnickens - Breakdown
12. Jeru da Damaja - Statik
13. Public Enemy - Louder Than A bomb
14. Unknown - Unknown
15. Unknown - Unknown
16. Unknown - Unknown
17. Unknown - Unknown
18. Gang Starr - The question remains
19. Public Enemy - Yo! Bum Rush The Show
20. A tribe called quest - God lives through
21. Black Moon - Reality (Killin' Every Nigga) Acapella over Quincy Jones - Summer In The City
22. Whodini - o­ne Love U22
23. Tribe Of Issachar feat. Super Cat & Method Man - Scalp Dem
24. Black Moon - Who Got Da Props
25. Big Daddy Kane - Word To The Mother
26. Unknown - Unknown
27. Stetsasonic - Talkin' All That Jazz
28. 90's Lovers - You Know I Got Soul
29. The Boot Man - To The Hip
30. Unreleased Project - The Pushing Dope EP
31. G Simone - I Know You Know
32. Paris - Gorilla Funky EP
33. Jamiroquai - Journey To Arnhemland
34. Biz Markie - Nobody Beats the Biz
35. The Buddha Baboons - Say Uptown

domenica 27 luglio 2008

DEAD MAN WALKING

Un modo banale per ritornare.
Una raccolta di canzoni, nuove e meno nuove che hanno il compito di fotografare questo difficile momento, e magari anche di accompagnare chi glielo permetterà.





1. Yuppie Flu - Plain song: Cover dei Cure, una canzone che non riesco mai ad ascoltare una volta sola. Avvolgente.

2. Electric President - It's like an heartbeat, only it isn't: un titolo magicamente interrogativo per una delle molteplici melodie sottotraccia di cui è capace Ben Cooper.

3. Sandro Perri - Family tree: delicata, sembra non voler decollare mai, e infatti non lo fa, rimanendo meravigliosamente sospesa.

4. Micah P. Hinson - Keep havin' these dreams: Il commento più sprecato per Micah è che è tanto bravo quanto sa di esserlo. Ma è incredibile, non sbaglia un colpo.

5. Girls In Hawaii - Casper: Solite chitarre, solito hype indie, sbalorditiva intensità melodica.

6. Mgmt - Weekend Wars: Presa da sola sembra suonata con la fotografia dei Beatles sul comodino, nel loro album resta oscurata dai sinth in cui sono immersi i singoloni da dancefloor.

7. Adem - Hotellounge: Cover dei dEUS, stravolta in modo gentile e accondiscendente, senza perdere la sua originale, grintosa verve.

8. The Notwist - The devil, you & me: Ingenerosamente esclusa dalla scaletta del nostalgico live ferrarese, compagna di interminabili riflessioni. -in this place we don't have to be-

9. Caribou - Melody day: Manifesto principe della musica che ai nostri giorni è capace di creare solo l'uomo che un tempo si faceva chiamare Manitoba.

10. Feist - I feel it all: Estiva, allegra, coinvolgente. Ti ritrovi a cercarla ogni volta che ne abbisogni. Sempre.

11. The Good, The Bad & The Queen - History song: Dall'irripetibile quanto mediamente sopravvalutato ennesimo supergruppo di Damon Albarn, un pezzo che riesce a sprigionare magniloquenza.

12. Vampire Weekend - Cape cod kwassa kwassa: Band emergente dell'anno, disco dell'anno, geniali nella loro semplicità. Scegliere un pezzo a caso è facilissimo, ma questo è il mio migliore.

13. Jason Mraz - I'm yours: Caduta di stile. Singolo radiofonico e tormentone estivo, destinato a durare il tempo di una stagione, mi ricorda l'estate passata con Jack Jonhson, la magia di cantare a squarciagola in mezzo alla strada con le cuffie sulle orecchie.

14. Daniel Jonhston - Mountain top: Scheggia impazzita di appena 2 minuti. Antico retaggio di quel disco che fece gridare al miracolo mezzo mondo ben cinque anni fa. Un disco cantato (e stonato) da un uomo che combatte quotidianamente contro i suoi fantasmi.

15. Eels - Tiger in my tank: Il pilota ideale per il mio carrarmato. Canticchiando e saltellando lascia a terra tutti i cattivi...

16. Smash Mouth - Your man: Pillola di power pop dalla band di San Jose. Mette allegria, si piazza nella testa, fa spostare un pò più in là pensieri sgraditi. Poi ritornano. Rewind!

17. The Mae Shi - Run to your grave: Allegra marcetta inclusa in uno dei migliori lavori finora licenziati nel 2008. A dispetto del titolo.

18. Fuck Buttons - Sweet love for planet earth: Una licenza che mi sono concesso liberamente. Forse per riequilibrare l'inserimento della traccia 13... Parte con un carillon da film dell'orrore, aumenta sintetica e rumorosa fino a denudarsi della sua poderosa melodia, arriva all'apice tra urla disumane, per poi sfumare in percussioni tribali. Dopo 10 minuti scarsi. Ci vuole pazienza.

venerdì 25 luglio 2008

All Along The Watchtower

L'album più scaricato dal blog, sorpresa sorpresa, è di gran lunga "John Wesley Harding". Siamo a oltre 700 download. sono abbastanza contento, anche per la maturità artistica degli avventori. il disco è peraltro davvero un capolavoro. tanto tempo fa mi ero chiesto che significasse “All along the watchtower”, immediatamente stupenda ma terribilmente oscura. girovagando, avevo trovato una bella spiegazione, poi ripresa in diverse forme da più parti, che rimandava al libro di Isaia, peraltro sembra fonte di ispirazione per tanti artisti. ricordo “Shomèr ma mi-llailah?”di Guccini, molto facilemte accostabile alla lettura del profeta. Oggi ho voluto rinfrescarmi la memoria, e ho trovato del materiale dal sito Maggie's Farm, che qui liberamente ripropongo:

Tratto dall’album John Wesley Harding “All along the watchtower” è senz’altro il brano più celebre di Dylan fra quelli ispirati dalla Bibbia, ripresa quasi interamente da un capitolo del profeta Isaia. É senz’altro la più controversa delle canzoni di Bob per quanto riguarda l’interpretazione del testo, con diverse chiavi di lettura.

Dice Dante: Littera gesta docet, quid credas allegoria, moralis quid agas, quo tendas anagogia. Ovvero: Il senso letterale ti spiega il fatto, quello allegorico ciò che devi credere, il senso morale ciò che devi fare, il senso anagogico dove devi mirare.

In questo senso il Dylan delle Torri di guardia sembra attraversare una fase acuta di delirio religioso di tipo cristiano, un fenomeno abbastanza strano per un personaggio del suo calibro, vessato dai commentatori, venerato dagli umili e snobbato dai letterati. Ma Dylan non è tipo da porsi questi problemi, lui ha sempre tirato diritto per la sua strada ridendo delle parole dei sapienti: Io scrivo le canzoni, poi loro mi spiegano cosa volevo dire, disse anni fa in un’intervista riguardo i "letterati di professione".

“All along the watchtower”è un classico esempio di quando si dice una cosa per volerne dire un’altra. I riferimenti storici e biblici sono così tanti ed evidenti da rendere palese la volontà di Dylan di voler celare un messaggio contemporaneo attraverso il racconto di una storia antica come la distruzione di Babilonia.
In questa luce bisogna perciò cominciare ad analizzare i due principali personaggi della canzone, the joker, il giullare, and the thief, il ladro.

“Ci deve essere una via d’uscita, disse il giullare al ladro, c’è troppa confusione qui (Babilonia significa “confusione”), non riesco a trovare sollievo, gli uomini d’affari bevono il mio vino, altri scavano con l’aratro la mia terra, nessuno lungo la linea sa quale sia il valore di tutto ciò“.

Si può ipotizzare in questi versi le parole di Cristo che sta cercando una via d’uscita alla confusione di quel mondo? sembra che le parole tipo “buffone”o “giocoliere” siano usate a profusione per definire Gesù Cristo in migliaia di barzellete ebraiche anticristiane. I versi “Businnesmen they drink my wine”, “Plowmen dig my earth “sono un chiaro riferimento al corpo (la terra) e al sangue (il vino) di Cristo offerti in remissione dei peccati, “None of them along the line know what any of it is”sembra descrivere i cristiani in fila per la comunione senza capire fino in fondo il significato di quell’azione.

E ancora “No reason to get excited (Non c’è ragione di preoccuparsi) the thief he kindly spoke (disse gentilmente il ladro), there are many here among us who fell that life is but a joke (molti qui fra di noi pensano che la vita sia solo una beffa), but you and i we’ve been through that and this is not our fate (ma tu ed io le sappiamo queste cose e che questo non è il nostro destino), so let us talk falsely now, the hour is getting late (così adesso non prendiamoci in giro, l’ora si stà facendo tarda)”.
Il ladro che parla al giullare è il buon ladrone al quale Gesù dirà che presto sarà con lui in paradiso, quelli che pensano che la vita sia solo un gioco sono i magistrati ed i membri del Sinedrio che schernivano Gesù dicendogli “Hai salvato gli altri, salva ora te stesso, tu che sei il figlio di Dio, l’eletto del Signore”, e il riferimento è esteso anche al secondo ladrone che dice a Gesù “Non sei tu il Cristo? Salva dunque te e noi!”.
In un’altro piano di lettura di si potrebbe identificare il ladro e il giullare con lo stesso Dylan, il vecchio Dylan e il nuovo Dylan, in chiave allegorica il brano sintetizzerebbe il momento di crisi dell’artista che cerca una via d’uscita da quella situazione, dove i “businnesmen” sono i discografici, ossia i dirigenti della CBS, e i “plowmen “ l’impresario Albert Grossman ed il suo entourage, suo manager-padrone) bevono il suo sangue e scavano la sua terra (si arricchiscono col suo ingegno cercando di controllare la sua vita scavando dentro di lui, l’uomo e l’artista stanno pagando un duro prezzo per il loro successo.

“While all the woman came and went”, dice Isaia: Quando I rami sono secchi si spezzano, le donne vengono e li bruciano, “Barefoot servants too” potrebbe essere direttamente il profeta Isaia: Dice il Signore a Isaia: Come il mio servo Isaia va scalzo...

“Out side in the distance a wildcat did growl, two riders were approaching”, scrive Isaia: La sentinella gridò. Un leone, o signore, sto sulla torre di guardia a vegliare il giorno e la notte, ecco che viene un carro con due cavalieri.. E’ caduta Babilonia e tutte le statue dei suoi idoli sono in frantumi nella polvere.
Il leone, il re degli animali, potrebbe essere Dio che viene a spazzare via la città e tutto quello che in essa vive, Dylan lo fà diventare un “wildcat”, un puma, il leone di montagma, più attinente alla realtà americana, ma l’allegoria rimane la stessa, i due cavalieri potrebbero essere due dei quattro cavalieri dell’apocalisse, rappresentati in questo caso dai due Dylan, l’uomo e l’artista che vengono a vendicarsi.

“The wind began to howl”, potrebbero essere gli Angeli del Signore che, secondo la tradizione, si disposero innanzi a Babilonia e cominciarono ad agitare le ali, creando un vento così forte da distruggere tutta la città.

Tutta la canzone è certamente giocata in chiave allegorica, e le diverse interpretazioni hanno tutte ragione di essere, riunite o separate, il succo e il messaggio della canzone non cambia, rimane apocalittico e terribile.
L’America contemporanea con il suo alto livello di corruzione potrebbe essere vista da Dylan come l’antica Babilonia? Meritevole della distruzione totale? A questo punto pare davvero probabile che sia questo il messaggio nascosto nella canzone.
Le similitudini contenute in “All along the watchtower”con la caduta di Babilonia, come descritta dal profeta Isaia, sono così lampanti nel testo che comincia a diventare impossibile rifiutarne il riferimento biblico.
Poi magari Dylan, imprevedibile com’è, voleva dire tutta un’altra cosa, ma questa sembra essere l’interpretazione più probabile, la più vicina alla realtà, vista alla luce delle vicissitudini personali dell’uomo Robert Allen Zimmerman e dell’artista Bob Dylan. Zimmerman recita bene la sua parte quando interpreta il personaggio di Bob Dylan, o è Bob Dylan che con tutto il suo genio non riesce a staccarsi completamente dal personaggio Zimmerman?

In questo quadro le quattro chiavi di lettura dantesche ci sono tutte:

1) Il senso letterale che ti spiega il fatto: Il discorso fra il giullare ed il ladro, l’avvicinarsi dei due cavalieri, il ruggito del leone e il vento che comincia ad urlare.

2) Il senso allegorico che ti dice ciò che devi credere: New York = Babilonia, i businnesmen dirigenti della CBS, i plowmen Albert Grossman ed il suo staff, il ruggito del leone il monito divino, i cavalieri i due diversi aspetti di Dylan stesso, Dylan uomo e Dylan artista, il vento urlante gli angeli che muovendo le ali distruggono la città empia e quel modo di vivere al di fuori delle regole del Bene.

3) Il senso morale che ti dice ciò che devi fare: Evitare la collera di Dio cercando una via d’uscita a quel modo immorale di vivere, cambiare il comportamento non per paura della punizione o della perdizione perchè la sola via giusta è quella che conduce a Dio e non al denaro.

4) Il senso anagogico che ti spiega ciò a cui devi mirare: Una vita che non sia in contrasto con gli insegnamenti di Dio, fuggire i comportamenti dei businnesmen e dei plowmen, non accodarsi alla fila di coloro che non sanno cos’è che ha valore, evitare la necessità di avere una torre di guardia per prevenire i pericoli perchè niente e nessuno potrà fermare l’ira di Dio quando si scatenerà nella distruzione di Babilonia-New York.

(tutte le citazioni sono tratte dal libro di Michele Murino - “BOB DYLAN - Percorsi - vol.1 - ed. Bastogi)

E chissà poi se dylan voleva davvero dire tutto questo..



venerdì 27 giugno 2008

e cantasquallor!

Dal 1973, anno del loro primo lp Troia, al 1994, anno di Cambia Mento. In mezzo, altri 12 album, un numero innumerevole (!) di raccolte e due film , tra cui nientemeno che "il più brutto film della storia del cinema italiano". Questi sono gli Squallor. Non sono in grado di descrivere l'immensità della loro opera. Attingerò quindi a piene mani alla rete (www.squallor.com).
Gli Squallor, il cui nucleo base consiste del toscano Giancarlo Bigazzi, del napoletano Totò Savio, del milanese Daniele Pace e del "mulatto" foggiano [napoletano] Alfredo Cerruti, hanno saputo creare una serie di miniature musicali e sottogeneri (canzone napoletana, "sfilate", saga di Pierpaolo, duetti Cerruti-Pace ecc.) capaci di sferrare colpi devastanti al decoro italiota dello spettacolo e dell'informazione, della politica e della religione.
Svincolandosi dalla posa contestatrice di altri "rivoluzionari in Ferrari" sono una forza pura di dileggio che certo non si esaurisce nella "goliardia" normalizzatrice: i momenti più divertenti e inquietanti coincidono non con allusioni sessuali, ma con sfasature linguistiche apparentemente innocue, con parole ripetitive della quotidianità più trita che vengono sconvolte da terremoti lessicali capaci di aprire squarci sull'angoscia e il disagio dell'esistente. Così la loro straordinaria voce, Alfredo Cerruti, è un sisma linguistico che si abbatte sulla lingua del nostro paese e sulle sue applicazioni retoriche, nell'ipocrisia e nel moralismo dell'informazione, della canzone, della politica: "presi dall'entusiasto", "giorgio per giorgio", "la corteccia di ferro", "lenti a contratto". Gli Squallor, anche prima di volerne indagare il significato sociologico o musicale, restano un potente simbolo di bisogno di divertimento e creatività.
I quattro, poi prematuramente abbandonati dallo scomparso Pace, sono tutti professionisti del mondo dello spettacolo (produttori, musicisti, autori di testi, ecc.). Si ritrovano durante abbondanti libagioni e sbicchierate a parlare delle situazioni di cronaca più attuali , ed è lì che il maestro Savio inizia a rimuginare e limare le prime basi su cui si innesta l'inventiva (o, come dice il saggio Bigazzi, "dove parte la puttanata") degli altri tre. Poi si passa in studio. Nei primi lp l'aspetto artigianale prevale, poi i miglioramenti tecnici consentono di sincronizzare l'impasto verbale con le basi orchestrali, imprescindibile accompagnamento del gruppo, che tiene giustamente a sottolineare il fatto di "aver sempre suonato".
Nascono così le canzoni napoletane interpretate dal maestro Savio, strabilianti escursioni nei vicoli popolati da gente inconcludente ma malata di sesso che si nutre di muzzarella e bucchina, lontani anni luce dalle cartoline col golfo. Continua con un capitolo ad ogni lp la saga di Pierpaolo, figlio viziato di industrialotti che stornano fondi neri alle aziende, e se per caso resta una base inutilizzata ci pensa Cerruti a mettere in piedi dal nulla una bella marcia o una bella sfilata, come è il capolavoro degli Squallor, L'alluvione, in cui assistiamo ad un Vajont pianificato dallo stato italiano. Perché è insufficiente dire che gli Squallor "allargano le categorie del poetabile" facendo canzoni sugli "aspetti più squallidi dell'esistenza". Si spingono invece fino al cuore del problema, cantautori più di protesta di quelli di professione.
Ci sono collaborazioni di Arbore, Sabani, Boncompagni, si deve molto alla commedia (all') italiana. Addirittura il funerale di Pace fu un nuovo motore di scherzi e battutacce, come nel film di Mario Monicelli "Amici miei". (Pare che al funerale, Cerruti in lacrime, abbracciando Savio e Bigazzi, abbia esclamato: "E ora siamo rimasti in tre!... come i Police!"). Restano il cinismo amaro, la constatazione della miseria spirituale che nasce dopo una risata mai veramente liberatoria. Come dimenticare hit quali USA for Italy, in cui i nostri si fanno beffe devastanti del carrozzone pietistico-mediatico sul quale sorse il Live Aid in perfetto stile anni ottanta?
È una stagione di creatività che, purtroppo, sembra essersi conclusa: dopo Pace, anche il maestro Savio ci ha lasciato. Restano i soli Bigazzi e Cerruti, gentilissimi e modesti, equilibrati e pacati nel delimitare la portata della loro opera che, nei momenti migliori, è esempio straordinario di beffa al contegno, all'ipocrisia e alle "versioni ufficiali". Più che le copie sequestrate dal pretore di turno o la copertina censurata perché presenta Bossi con un paio di coglioncini a mo' di sottogola (Cambia Mento) dispiace di più la fretta di liquidare come goliardi della domenica questi grandi artisti e musicisti. Auguriamoci almeno che abbiano aperto una strada. Sicuramente, hanno fatto del bene a tanti, me compreso, dal dì che ebbi per le mani la cassetta di Manzo.

domenica 22 giugno 2008

Toxicity

nel 2001, gli armeni System of a Down pubblicano il secondo capolavoro dell loro carriera. Curiosamente, è in cima alle classifiche USA l'11 settembre, contestando con i suoi forti contenuti la politica americana. è un disco molto aggressivo ma allo stesso tempo anche melodico, con improvvise pause e repentini cambi di tempo alternati a violente esplosioni, su un muro di chitarre su cui si staglia la voce di Tankian. L'attacco di chitarra della title track e le sue ultime grida sono riconosciute dai contestatori di tutto il mondo!

sabato 14 giugno 2008

The Big Ask Live

Thom Yorke e Jonny Greenwood si sono esibiti il 1° maggio 2006 al Koko di Londra per supportare l'iniziativa “The big ask live”, che rientra nella campagna “The big ask” volta a persuadere il governo britannico ad assumere iniziative concrete contro i mutamenti climatici. I 1500 fortunati hanno potuto assistere ad una grande performance dei due Radiohead, con rivisitazioni acustiche dei loro vecchi brani e tre pezzi che verranno poi inclusi nel successivo "In Raibow".

martedì 10 giugno 2008

Da una diatriba tra Zed e Me è emerso che...

REX, IL MEGA POLLO CON I DENTI

» 2008-04-25 17:31
Pollo discende da tirannosaurus rex. Lo dimostra una proteina isolata da uno studio Usa

(ANSA) - WASHINGTON, 25 APR - Il Tirannosaurus rex, a livello molecolare non e' l'antenato delle lucertole -come si e' sempre ritenuto - ma dei polli e degli struzzi. La struttura molecolare di quella sua proteina,infatti,e' analoga in tutto e per tutto a quella di un'identica proteina presente in animali come le galline o gli struzzi, mentre e' totalmente assente dalle contemporanee lucertole. Lo dice una ricerca condotta presso le universita' americane di Harvard e della North Carolina pubblicata oggi su Science.

lunedì 9 giugno 2008

Mezzanine

due anni fa, credo, vidi i massive attack ad Assago. fu uno di concerti più belli che ricordi. pensavo che non avrei visto strumenti sul palco. invece suonarono magnificamente ogni pezzo, e i vari vocalist furono una vera rivelazione. mi ricordo una ragazza, di colore, che cantò un pezzo di blue lines in modo superbo. alla fine, salutarono a pugno chiuso. una magnificenza. da quel dì, passarono da "gruppo molto bravo" a "band eccezionale da tramandare".

venerdì 6 giugno 2008

Harvest

questo è il mio ultimo giorno di lavoro (magari, invece ricomincerò a breve da un'altra parte..). abbandono dopo ben cinque anni l'ingrato mondo ferroviario, carrozzone mangiasoldi pubblici che diventano chissà come profitti privati, sperando in un futuro un po' più ricco di gratificazioni. dato il punto di partenza, non credo alla fine ci voglia molto, quindi sono abbastanza ottimista. festeggio postando uno dei miei album preferiti, sebbene qualcuno ancora fatichi a digerirne l'immensità..


mercoledì 4 giugno 2008

The Wall Live

Tutti conoscono, magari più per sentito dire che per l'ascolto dell'album o per la visione del film, il concept dei Pink Floyd. e molti hanno una anche vaga idea di quello che è stato il tour, probabilmente perchè hanno visto il Live in Berlin di Waters all'indomani della caduta del Muro. i concerti del 1980 con la scenografia completa ebbero luogo solo in quattro città: Londra, Dortmund, Los Angeles e New York. Di questi concerti giravano già da tempo vari bootleg, più o meno di buona resa sonora, e un video, preso a Londra all'Earls Court. Nel 2000 uscì l'album ufficiale, con registrazioni live dai concerti del 1980 e del 1981. si spera nel dvd, ma ancora non se ne sa niente, si teme non ci sia del buon materiale per confezionarlo. per adesso, accontentatiamoci del sonoro..

martedì 3 giugno 2008

Kula Shaker

Sonorità anni '70 per questa band inglese, ma anche qualche accenno di quel brit pop tanto in voga (Oasis su tutti) in quegli anni. Già dalla copertina si capisce che è molto curato, e le canzoni non tradiscono quest'impressione. ci sono accenni di Deep Purple, di Grateful Dead (a Jerry Garcia viene addirittura intitolata una traccia), ci sono sitar e chitarre, più melodiche che distorte, e buone intuizioni. il disco risulta molto omogeneo, magari poco vario, ma sempre gradevole. Il singolo, Tattva, arrivò al quarto posto della chart britannica. Ma la band, dopo un avvio fulminante e pur facendo intravedere grandi potenzialità, non riuscì a confermarsi, e quest'album rappresenta la vetta della loro produzione, almeno finora.

giovedì 29 maggio 2008

RD CONGO con la testa ormai in Italia!

Buongiorno a tutti, vi scrivo in mattinata così spero di riuscire ad essere un po’ tranquilla prima che cominci il caos giornaliero.

Sabato mattina parto per Kinshasa, quindi verosimilmente sarà l’ultima mail da Tshimbulu.
Ho già la testa nella capitale, i programmi e i giri che devo fare per usare al meglio tutto il tempo che ho a disposizione. Tra acquisti e documenti, visita a Brazaville e serate con gli amici, spero di riuscire a fare tutto.
Finalmente vedrò Brazaville, se non piove e le barche possono attraversare il fiume. Speriamo bene.
Ho la testa veramente in un altro Paese, immagino i cibi che mangerò una volta in Italia e in Camerun. Ma che bello pensare di andare in vacanza in un posto che conosci già, per cui pregusti tutto prima di arrivarci.
[…]
Ieri, prima di vedere la mamma Pauline, sono stata a salutare Ester, la bimba a cui hanno tagliato le gambe, e sua madre, Anita. Ecco la sua storia: Anita ha 25 anni e due figlie, Ester, di tre anni, e Pauline, di qualche mese. Vive vendendo gli arachidi e le patate dolci al mercato. Suo marito fa il trasportatore… nel senso che in bicicletta percorre la distanza tra qui e Kananga una volta alla settimana trasportando tutto quello che può. In genere due giorni per andare e due per tornare. Il marito ha 26 o 28 anni, non me lo ricordo, si chiama Jean e ha due mogli.. Anita è la prima moglie ed è un po’ incavolata perchè Jean non ha soldi per comprare i vestiti per lei e le figlie, per dare loro da mangiare…e invece trova i soldi per sposarsi di nuovo… Jean vuole un’altra moglie, la terza… Qui per sposarsi è il marito che deve pagare la dote, una sorta di vendita delle donne insomma. La famiglia della ragazza decide un prezzo e il futuro marito paga.
Altra cosa che ho scoperto sempre ieri: il numero di figli che qui si desidera avere. Indovinate un po’? Non troppi, solamente 10. Dicono che così i figli, quando saranno grandi, si occuperanno di loro e vivranno bene. Quello che mi chiedo però è come fanno a curare i bambini e dargli da mangiare e mandarli a scuola se sono poverissimi? Non si rendono conto che dei 10 pochissimi sopravvivranno e ancora meno saranno in grado di mantenerli. Qui non esiste la pensione quindi i vecchietti, chi ci arriva perché la vita media è di 40 anni, vive dell’elemosina degli altri.
Non volevo rovinarvi la giornata, solo mettervi al corrente delle via quotidiana qui.
Me lo ha inviato Rebecca, corrisponde alla realtà. Nulla di inventato.
Katia

martedì 27 maggio 2008

Radiohead - Paragons Of Virtue

il concerto si avvicina. vorrei scrivere due parole su quest'album, tipo che si sente molto bene e ci sono pezzi in versioni molto belle. ma c'ho da lavorare, e mi sa che non finisco per un bel po'..
Radiohead - Paragons Of Virtue - 1996

venerdì 23 maggio 2008

ALIEN-AZIONE

Volevo far notare come il concetto di alienazione sia differente in Marx e Hegel:

alienazione per Hegel vuol dire cedere parte della propria essenza, quasi come se il lavoro facesse smarrire nella materia una parte della propria spiritualità . Ecco perchè per Hegel il lavoro è intrinsecamente alienante e significa porre spiritualità nella materia; per Marx, invece, il lavoro non sarà alienante intrinsecamente, anzi esso sarà considerato come la massima realizzazione dell'uomo. L'uomo è homo faber e pertanto il lavoro si colora di positivo, ma diventa alienante quando è sfruttamento, quando cioè il suo frutto è strappato al lavoratore tramite i rapporti di sfruttamento della produzione capitalistica, come se l'elemento di umanità posto nella materia venisse brutalmente strappato via.



Sta succedendo qualcosa che non avrei mai immaginato.Forse è una tappa successiva nel cammino della mia coscienza:riguardo (solo) a questo, sto pensando di ripudiare Marx e sposare Hegel.

lunedì 19 maggio 2008

Zappa

frank zappa era innanzitutto un compositore, e rimase in pratica per decenni chiuso in casa a scrivere e a registrare. più che altro, montava e rimontava pezzi dei suoi concerti, arrivando a volte a sovrainciderne alcune parti. aveva un sacco di materiale su cui lavorare, dato che aveva sempre registrato in modo professionale i suoi concerti. lasciò così uno sterminato numero di brani quasi pronti per essere incisi, spesso davvero notevoli, tanto che i suoi album postumi, pur a volte disomogenei, sono tra i più belli. ecco quindi quest'album del 2006. sono tutte registrazioni, senza alcuna manipolazione postuma, di pezzi (o meglio, estratti di pezzi) dei concerti del glorioso tour del 1972, quello, per intenderci, di Waka/Jawaka e The Grand Wazoo, ma che ve lo dico a fare..

venerdì 16 maggio 2008

Caparezza - Le dimensioni del mio caos

Preferisco l'album precedente ma anche questo offre un paio di pezzi niente male. In tempi di Berlusca e precariato la canzone "Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)" è da ascoltare.

Tshimbulu (RD Congo) da Katia


giovedì 15 maggio 2008

Coachella Festival

lunedì 12 maggio 2008

Bright Eyes - I'm Awake, It's Morning

sabato 10 maggio 2008

Arcobaleni

giovedì 8 maggio 2008

viva il ministro!

non è uno scherzo! questo è il nostro ministro delle pari opportunità!Mara Carfagna comincia come valletta, e con grande perizia e lavorio sotto i tavoli diventa nel 2006 deputata (con la legge elettorale attuale, cioè imposta dal berluska in persona, chissà perchè) e finalmente, grazie alle sue evidenti doti e alla qualità del suo lavoro, nientemeno che ministro!

Art Eggcident



(Che buffa! Un po' land art, ma meno magnifica di Jeanne Claude e Christo.)

See you later

si iu leiter

C U l8r

...culottor!

martedì 6 maggio 2008

Roy Buchanan

Roy Buchanan è stato uno dei più grandi chitarristi di steel guitar del mondo. comprese e fece suonare la Telecaster come forse nessun'altro. Inizia alla fine degli anni '50 come turnista e session man, procurandosi subito l'ammirazione dei colleghi. suona in giro per l'america per oltre dieci anni, impartendo lezioni di chitarra e incidendo alcuni demo, e pur senza aver mai pubblicato nulla, riesce a fare il sold out alla Carnegie Hall. La rivista Rolling Stones lo definisce "Il miglior chitarrista sconosciuto del mondo". Fu una delle massime espressioni del rock'n'blues degli anni '70, incidendo diversi dischi, alcuni molto belli e altri così così. le sue carenze compositive lo hanno spesso portato alla proposizione di cover, e non sempre le sue scelte sono state azzeccate. pare che il suo forse unico disco davvero malriuscito (Waterhouse, 1980) sia stato causa di una caduta nella droga e nell'alcolismo. nonostante i buoni lavori successivi e le turnee in mezzo mondo, i problemi rimasero, e non si liberò mai da queste dipendenze. Arrestato per guida in stato d'ebbrezza a Reston in Virginia, la città dove viveva con la famiglia, si impiccò in cella il 14 agosto 1988.

domenica 4 maggio 2008

dEUS - Worst Case Scenario

gran disco. non scrivo di più perchè non ho tempo..


mercoledì 30 aprile 2008

Cara amica Katia mi scrive, così si distrae un po'...

DAL CONGO:

Oggi non ho proprio voglia di fare niente, fa talmente caldo, una di quelle giornate da passare completamente immerse nell’acqua.
Sono davanti al computer da stamattina, controllando la mail, come se stessi aspettando un messaggio da cui dipende un cambiamento molto importante e invece nulla…. Che pizza. Mi sto veramente annoiando. Oggi sono diventata un’esperta in solitari, pur di non far niente.
Non ho neanche voglia di fare una doccia, che forse mi rinfrescherebbe almeno un po’. Mare, mare… ma qui non c’è proprio niente. E non posso neanche mettermi a prendere il sole, qui non è neanche concepito. Uffa. Che noia.
Ho scritto un progetto passando tutta la domenica mattina a farlo… potete immaginare quali siano le distrazioni qui. Sto cercando fondi e non capisco perché gli altri non capiscano la necessità. Qui si muore veramente di fame. E’ una cosa orribilissima. Ho visto Melene dimagrire sempre di più fino a esaurirsi. Assurdo. E poi penso all’Europa, all’Italia, allo spreco e all’inutile che sembra indispensabile.
E qui continua a fare caldissimissimo.
Oggi è tornata a fare il controllo una bambina, ex malnutrita. Si chiama Jeanne, vive con il nonno. Il padre è morto, la mamma è ritornata al villaggio. Dall’altra settimana ha perso 400g e per una che pesa 8 Kg è piuttosto notevole. Il nonno non ce la fa, le suore vogliono prenderla e portarla in orfanotrofio a Kananga (una città distante 120 Km). Io rifiuto l’idea. Ora, in attesa della costruzione del centro nutrizionale e dell’inizio della formazione, stiamo provando a sostenere il nonno. Cioè gli diamo dei soldi perché compri da mangiare. Speriamo che la settimana prossima vada meglio e che la piccola sia ingrassata. Sono talmente contraria all’idea dell’orfanotrofio che ho proposto di nasconderle nei vestiti delle pietre al momento della pesata. Ma non è possibile perché la pesano nuda. Mi è venuta un’altra idea: le si possono far ingoiare le pietre, così pesa di più ed è salva. Odio l’orfanotrofio, soprattutto come è concepito nella maggior parte qui in Africa. Non vi dico più nulla su questo perché altrimenti mi incazzo.
Ho deciso di fare la doccia, speriamo mi vien voglia di lavorare, domani devo pagare i salari!!!

domenica 27 aprile 2008

Come Roma - Manchester

Giorni fa ho parlato con un mio caro amico dell'esito elettorale.
Mi diceva P. che quando ha visto i dati ufficiali del Viminale e non gli exit poll (che tutto sommmato erano pessimi ma non catastrofici) gli è venuta in mente la partita di Champions League dell'anno scorso fra la Roma e il Manchester finita 7 a 1 per la squadra inglese. Alla vigilia della partita entrambe le squadre avevano la possibilità di prevalere sull'altra e in ogni caso si pensava che sarebbe stata una sfida combattuta, un match alla pari e dall'esito incerto. Invece, ogni volta che cambiava canale e si sintonizzava sulla partita, si accorgeva suo malgrado che si stava consumando una tragedia. Il risultato finale lo conoscete (anche perchè ve l'ho detto io).
C'è voluto non poco per la Roma per riprendersi dalla mazzata. Però a mesi di distanza la Roma è seconda in campionato vince e fa un bel calcio. Una speranza forse l'abbiamo anche noi.

martedì 22 aprile 2008

Creedence

per scrivere, bisogna conoscere la grammatica. è in questo senso che si collocano i Creedence. la loro musica è il minimo comune denominatore su cui si appoggia il rock e il r'n'b. tutte le loro canzoni sono già sentite da qualche parte, e magari ci siamo pure chiesti, ma questi che suonano, chi sono? questo proposto è il loro album che ha avuto commercialmente più successo, e forse il più emblematico della loro produzione, dove trovano posto, rivisitati spesso magistralmente, tutti i generi della musica bianca americana.

sabato 19 aprile 2008

per un nuovo Partito Comunista

per la prima volta dal dopoguerra, a causa di questa sciagurata classe dirigente e delle sue ovviamente sciagurate scelte, siamo extraparlamentari. il problema non è ovviamente la poltrona in sè, che anche quando era riempita dal simbolo giusto non è che si combinasse granchè (a causa della sciaguratezza di cui sopra). ma è un'idea di politica e di società che viene a mancare, e con essa la speranza che possano, l'una e l'altra, essere migliori di adesso.è necessario non disperdere le esperienze e ricostruire un nuovo soggetto politico davvero di sinistra. ecco quindi un appello ai compagni di buona volontà. la strada è quella giusta. ci vorrà del tempo, ma da qualche parte bisogna ricominciare. e già che ci siamo, ascoltiamo pure un ottimo herbie hancock.

martedì 15 aprile 2008

14 Aprile 2008: muore la sinistra in Italia

vabbè, qualcuno bisogna che dica qualcosa, e io sono abbastanza incazzato-amareggiato-preoccupato per non farlo. questa classe dirigente di merda ha lasciato milioni di persone senza rappresentaza parlamentare. con leggi elettorali simili a questa, si resterà fuori per decenni, forse per sempre. invece di chiamare col loro nome le porcate che stavano avallando, hanno messo in croce rossi e turigliatto. il governo prodi non doveva nascere, o quanto meno doveva finire sul protoccolo sul welfare. ci hanno pensato dini e mastella, ma bisognava abbatterlo da sinistra. anzi, sarebbe stato meglio che non ci fossimo mai mischiati con questa gentaglia democristiana vestita da diessini. le istanze di sinistra sono ora nelle mani del partito democratico, ovvero siamo fottuti. la pace sociale è probabilmente finita nei termini in cui si era sviluppata in questi anni. chi dialogherà con i centri sociali, con gli ambientalisti, con i movimenti? chi raccoglierà le proccupazione dei precari, di chi non ha casa e reddito, di chi è malato? saremo sempre una colonia americana? e il conflitto d'interessi, i pacs, la legalizzazione delle droghe leggere, la ricerca scientifica, in mano di chi sono? siamo fottuti. per bene che ci vada, c'è il pd. quindi, siamo fottuti. l'espatrio comincia ad essere una valida alternativa.

lunedì 14 aprile 2008

OCCHIO PER OCCHIO (inci)DENTE PER (inci)DENTE


Una mattina Zed si sveglia.

Incredibilmente, il diavoletto Zed non continua a dormire fino alle tre, ma si sveglia anche lui. Dopo aver affossato l'angioletto Zed, sussurra suadente:


ZED...tu potresti essere molto più bello di così

più pratico

senza contare che potresti finalmente giocare a calcio da professionista...


ZED, che è solito svegliarsi alle tre pure lui anche se cammina e parla e risponde al telefono dalle nove di mattina, pensa arruffato: già.


Si decide per un laser luccicante. Giorni prima dell'evento, ELI, posseduta dallo spirito di Giovanna D'Arco in visita a Madre Teresa, insiste: TU ZED non devi preoccuparti di niente, IO ti verrò a prendere con la macchina all'ospedale e ti porterò a casa. ZED, inspiegabilmente, mostra di preferire l'autobus. ELI lo prende come un segno di panico preparto, e ignora stizzita le sue bizzarre volontà.


Il giorno del momento, ELI ci arriva davvero all'ospedale. ZED, bendato, aspetta da un pezzo nel parcheggio. ELI guida come una cavia da laboratorio: se trova un percorso per arrivare al formaggio, quello è unico, andata e ritorno, non è che poi il topo pensa ad una panoramica.
ZED, curiosamente, non abbraccia questa rassicurante logica e propone vie alternativa per uscire dal parcheggio del Maggiore. ELI insiste. ZED insiste. Ma ZED è bendato, e vince.


ELI si schianta contro un'autombulanza. ZED, sempre bendato, esce urlando sotto la pioggia che ha visto tutto: è colpa loro.


venerdì 11 aprile 2008

Jeff Buckley

Prematuramente scomparso sembra a causa di un improvvido bagno nel fiume, Jeff Buckley lascia un solo album in studio (questo proposto, nell'edizione legacy con un bellissimo bonus disk), e il rimpianto di un talento immenso che non ha avuto la giusta realizzazione.

domenica 6 aprile 2008

Kasabian

Ora, è vero che non ci sono più i gruppi di una volta. 50'anni fa era più semplice, era tutto da scoprire. adesso è già tanto se si fanno buoni album che non somigliano spudoratamente a qualcosa. come già detto, a mio parere gli ultimi sono i Radiohead. questi Kasabian, tra qualche anno, nessuno, pochissimi, sapranno chi cazzo sono. ma il disco, il loro esordio, è un gran disco. è copiato, ovviamente, di questi tempi cosa non lo è? dai Kula Shaker, dai Primal Scream, dagli Stone Roses, dai Placebo.. ma almeno la metà dei pezzi del disco sono pezzoni che farebbero la fortuna quasi di chiunque. la band è sfrontata, suona decisa e persino bene, miscelando rock ed elettronica, con un basso spesso potentissimo e un tappeto ritmico di prim'ordine. è un disco di pancia, molto compatto, omogeneo, da gustare tutto d'un fiato.

giovedì 3 aprile 2008

The Jayhawks - Hollywood Town Hall

Anche se, per i loro ultimi lavori, sono un gruppo inutile per le sonorità pop che ne hanno banalizzato il suono, i Jayhawks sono stati una delle formazioni più significative della nuova frontiera alternativa del country americano dei primi anni 90, e il loro Hollywood Town Hall a tutt'oggi rappresenta un vero e proprio manifesto.
E' un album in cui domina la provincia americana, molto evocativo. L'equilibrio fra country e pop raggiunge qui un livello ottimale: i Jayhawks maturano con quest'album uno stile personale marcatissimo: gli arrangiamenti sono semplice ed essenziali ma mai banali, con un ottimo lavoro alle chitarre, e il gioco delle armonie vocali (tutti i pezzi sono cantati a due voci) è davvero superlativo.


lunedì 31 marzo 2008

CINEMA- Nessuna qualità agli eroi

SKYPE-INTERVIEW a Sara Monacelli
(assistente alla regia, bella brava e amica mia, che una domenica mattina si è prestata a questa improvvisazione)

Sinossi del film (uscito nella sale il 28 marzo): Bruno è un uomo di 40 anni che si sente senza qualità, come l'eroe di Musil. Un uomo non più giovane e non ancora vecchio. Ha appena ricevuto dal medico una diagnosi crudele: non potrà mai avere figli. Non lo comunica alla amatissima moglie Anne, così come non le racconta del grosso debito contratto con l’usuraio Giorgio Neri, ufficialmente direttore di banca. La vita di Bruno non ha ricordi, quei pochi dell'infanzia li ha rimossi a causa di un padre egoista, un artista famoso incapace di affetto. Nulla sembra poter cambiare la sua esistenza mediocre, ma le variabili impazzite sono molte e un giorno irrompe nella sua vita Luca, un ragazzo misterioso che sembra conoscere tutto lui...

R- buongiorno!
S- hey buondì! Appena alzata... scusa la lentezza...
R- pure io, non ti preoccupare
S- metto su un po’ di musica così mi riprendo poco a poco
R- che musica?
S- boh, che suggerisci te?
R- no no, scegli pure tu che mi interessa
S- …lali puna faking the books. Questo mi pare ok per ora. Indietronic band from Weilheim, Germany close to Munich
R- sehr interessant. Dove sei ora, in Danimarca?
S- sì sì, il Paradiso fino ad aprile, poi non so dove andrò


(click to watch/listen to, per averla in sottofondo come noi da qui in poi)
R- c'è del marcio in Danimarca?
S- nooo, assolutamente Shakespeare stavolta si sbagliò! O Amleto o... comunque, c'è del DOLCE!
R- quindi abbiamo ragione di credere che Babbo Natale e il Principe Azzurro esistano?
S- mhmh naaaaaa! Qualche surrogato postmoderno, forse
R- veniamo al film, qual è la differenza fra assistente alla regia e aiuto regista?
S- oh, un abisso! Essenzialmente l'aiuto è la spalla del regista e organizza dal pre al durante, dal set al coordinare troupe e attori; l'assistente, di solito più di uno a seconda della produzione, supporta l'aiuto nei lavori più semplici, ma non sempre. Io ero assistente di un Luigi che poi il regista ha silurato prima delle riprese, sostituendolo con un altro Luigi DAVVERO BRAVO. Da lui ho appreso un sacco di cose
R- quindi, feudalmente, se Paolo Franchi era il Signore e sti Luigi i vassalli, tu eri una valvassora..., giusto?
S- forse sì... di solito le comparse sono i servi della gleba... Scherzo
R- il tuo nome a che riga dei titoli di coda apparirà?
S- last one, maybe... ma portati gli occhiali!
R- dovevi portare anche il caffè a qualcuno?
S- sì certo e la mia preferita era Irène Jacob
R- quindi tra lei e Maria de Medeiros, meglio Irène?
S- difficile dire... Maria l'ho vista solo due giorni davvero velociveloci, con Irène ci ho passato molto più tempo e ora siamo in contatto; è una donna incredibile, una grande attice e davvero umile
R- e tu cos’hai imparato dal secondo Luigi?
S- regola 1: impara ad avere 4 occhi
R- uno in più del terzo?!
S- 2: ruba con gli occhi da ogni reparto che lavora; 3 e non ultimo: corrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!
R- come Forrest!
S- già! [PAUSA] ho lavorato dallo spoglio della sceneggiatura a novembre fino alle riprese in gennaio, sul set mi sono divertita un sacco. È stato strano lavorare di notte... Un noir… andavo a lavorare alle 8 di sera per tornare a volte alle 8 di mattina, con il gelo torinese e diverse scene sul Po, con un'umidità da capogiro. O lo ami sto lavoro o NON LO FAI. Questo ho imparato, ancheR- come sei entrata a far parte della troupe?
S- un amico di Roma mi ha proposto di presentarmi alla produzione di Torino che cercava assistenti
R- wow, sembra tutto pulito!
S- lo è quando non ci sono di mezzo soldi… Non ho proprio lavorato gratis, qualche rimborso l'ho preso. Ma non un vero contratto. Per questo voglio star fuori dall'Italia per un po’. O conosci, o nun fai un c... . Non c'è meritocrazia o qualche zia!
R- tornando al film, credi di più nelle variabili impazzite o nelle progressioni logiche?
S- …nell'amore!
R- Bruno, 40 anni, uomo non più giovane ma non ancora vecchio, mediocre, dall'orgoglio ferito (ecc., v. sinossi): dove sono finiti gli "splendidi quarantenni" (per dirla alla Moretti)?
S- di sicuro non nel film di Franchi. Questo è un noir nero come le ombre, come il buio, come un pretesto onirico
R- tre eroi per te, please
S- Snoopy , Edward manidiforbice, mia nonna
R- hai un soggetto tuo in un tuo cassetto?
S- sì, appena finito ora
R- e?
S- ti terrò al corrente bellezza, ok?
R- due o tre cose...?
S- … ;-)


venerdì 28 marzo 2008

Fabrizio De André - Crêuza De Mä

E' davvero arduo stilare una classifica dei dischi di De Andrè. come si fa a dire, Nuvole è meglio di Vol.8 o di Rimini o di Anime Salve? e i concerti del gennaio '79, quando mai si vedrà più una cosa simile? ma per tanti versi, questo potrebbe stare in cima.
Crêuza De Mä nasce dall'incontro tra De Andrè e Mauro Pagani, compositore, arrangiatore, cantante, flautista e violinista della PFM. Si vuole concepire un disco etnico, nel senso più vero del termine, recuperando sonorità e strumenti che la tradizione araba e normanna ci aveva tramandato nel bacino mediterraneo. A questo si accompagna l'uso dell'antico dialetto genovese, idea tanto geniale quanto insolita, che conferisce all'opera una lirica ineguagliabile. Dall'inconfondibile attaco di guaida (una sorta di antica cornamusa greca) di "Crêuza De Mä" in poi, De Andrè parla, come solo lui sa fare, del mare, dei pescatori, di viaggi, di mercanti, e di ciò che ruota loro intorno, e ci conduce, attraverso i loro suoni, nei mercati, nelle strade, sulle banchine del porto.
Apprezzatissimo anche all'estero, è il disco forse più bello mai realizzato in Italia, smisurato. Da qui in avanti, De Andrè curerà in modo ancor più maniacale le sue opere e i concerti, mantenendo sempre ad uno standard qualitativo altissimo.

domenica 23 marzo 2008

Pasqua

In questi giorni particolari, col tipo ancora appeso o interrato, il blog festeggia con uno dei dischi più belli di sempre.

venerdì 21 marzo 2008

Area - International POPular Group

Un live, Crac!, e un disco in studio, per celebrare una delle migliori formazioni italiane di sempre. L'inarrivabile voce di Demetrio Stratos, il basso di Tavolazzi, il piano di Fariselli, la chitarra di Tofani e la batteria di Capiozzo per un percorso sperimentale di contaminazione di generi che a distanza di anni è riconosciuto decisivo per la musica italiana.

mercoledì 19 marzo 2008

Portishead - Third

L'ultimo dei Portishead, appena sfornato. Una bufala

Portishead - Third - 2008

venerdì 14 marzo 2008

Siamese Dream

Che dire di quest'album.. dopo Gish, un po' grezzo ma che faceva intravedere le grandi potenzialità del gruppo, e dopo il relativo tour, questo è l'album della consacrazione per gli smashing, a mio avviso il più riuscito. sembra che sia stato quasi interamente composto da Corgan, rimasto chiuso in studio di registrazione per tre mesi, lavorando in estenuanti sessioni di 10-15 ore al giorno, incidendo e sovraincidendo tutte le linee di basso e chitarra. il gruppo era in una discreta fase autoditruttiva, il chitarrista James Iha e la bassista D'Arcy si erano appena lasciati e non comunicavano molto nè amichevolmente. Corgan, aiutato dal batterista Chamberlain (che era peraltro in una fase in cui cominciò ad essere pesantemente schiavo dell'eroina) e dal produttore Butch Vig, fa quindi tutto da solo. anche lui ha i suoi problemi, le sue crisi depressive si fanno sempre più ricorrenti, e ha seri problemi a tenere sotto controllo il suo peso. ne viene fuori, alla fine, uno splendido lavoro, che il gruppo, finalmente riunitosi, non deve far altro che suonare. in questo disco ci sono tutti gli smashing che contano: tappeti di chitarre, furiosi passaggi quasi di rock pesante, ballate, passaggi intimisti, un grande debito con tutto il movimento rock americano dell'epoca. e i testi non sono, e non saranno, mai più così ispirati. su tutti, Spaceboy, dedicata da Corgan al fratello autistico, Today, e Disarm, che da sola vale il prezzo del disco. Siamese Dream è uno dei piu bei dischi rock degli anni '90 e uno dei più significativi del panorama rock americano, e il momento più importante della carriera della band.

martedì 11 marzo 2008

..e ora, tutti a scaricare!



Una compilation a luci rosse firmata Rocco Siffredi
Il pornodivo si dà alla musica: ecco i brani più "Sexy"

Anche il sesso ha bisogno di una colonna sonora specifica, ci sono canzoni che più si adattano a quei momenti e altre meno. Parola di esperto.
Il pornodivo ha selezionato una serie di brani che considera i più seducenti degli ultimi vent’anni e li ha raccolti in una compilation, intitolata semplicemente Sexy.

Da I Feel Love di Donna Summer a Would You... dei Touch And Go, sono diciasette le canzoni più adatte a creare l’atmosfera giusta secondo Rocco, che per la prima volta si avventura nel mondo della musica, per lo più esclusa dai suoi film perché in essi "si devono sentire le grida di piacere".

La tracklist completa di Sexy: Lost Child (Sabor Carlitos), The Sex Of It (Kid Creole And The Coconut), More More More (Andrea True Connection), I'm Too Sexy (Right Said Fred), Gonna Make You Sweat (C&C Music Factory), Oh Yeah (Yello), I Feel Love (Donna Summer), French Kiss (Liu Liuis), Relax (Frankie Goes To Hollywood), Your Love (Frankie Knuckles), Horny '98 (Mousse T), Sex (Robbie Rivera), Touch Me (49ers), Feel It (The Tamperer Feat Maya), Feel My Body (Frank 'O Moiraghi), Would You (Touch And Go), Sweet Harmony (Beloved).

lunedì 10 marzo 2008

Jefferson Airplane!

mamma mia! tanti dischi e ancora niente sull'Aeroplano Jefferson! Evviva e Lode ai grandissimi Jefferson Airplane, che nel pieno del boom psichedelico nella San Francisco della seconda metà degli anni sessanta scrissero le più belle pagine dell'acid rock di tutti i tempi. chi è il poveretto che non ricorda la mitica scena del vasca da bagno in Paura e Delirio a Las Vegas? e la voce di Grace Slick, così potente e calda, la chitarra di Kantner.. che magnifica band! cosa sarebbe il mondo intero senza di loro, senza il monumento alla droga e all'amore che hanno innalzato con la loro musica? e quindi, ecco qua il disco che li consacra, Surrealistic Pillow, e il loro disco più riuscito, il meraviglioso Volunteers. quanto sono bravi, e soprattutto quanto ci sono affezionato!


giovedì 6 marzo 2008

Moondance

Dopo Astral Weeks, che se fosse pubblicato oggi sarebbe ancora lo stesso capolavoro del 1968, si apre con Moondance la stagione commercialmente più felice per Van Morrison. Mischiando sapientemente il folk rock di matrice dylaniana con il jazz, il R&B e il soul, crea quel sound che, insieme alla sua inconfondibile e straordinaria voce, negli anni a venire sarà il suo marchio di fabbrica.

mercoledì 5 marzo 2008

Caribou - Eli (The Pink Room)

(click to watch)


per augurare una bella giornata rosa alla mia amica che si chiama come la canzone che è un anagramma di lei, la mia amica appunto!
E se a qualcuno interessa, i Caribou sono in tournée in Italia:
6 marzo - Firenze
7 marzo - Brescia
8 marzo - Rimini

domenica 2 marzo 2008

Architecture In Helsinki - In Case We Die

C'ho poco da stare allegro, ma ci provo..

Architecture In Helsinki - In Case We Die - 2005

venerdì 29 febbraio 2008

Blonde Redhead

I Blonde Redhead sono un terzetto americano (in quanto nasce e si sviluppa a New York) formato dalla cantante giapponese Kazu Makino e dai gemelli Amedeo e Simone Pace, milanesi d'origine.
Il disco d'esordio è del 1994, prodotto da Steve Shelley, batterista dei Sonic Youth. Dopo "In an expression of the inexpressible", del 1998, al quale collabora Guy Picciotto dei Fugazi, l'interesse per il gruppo comincia ad estendersi ben oltre la ristretta scena underground, ed esplode, meritatamente, con "Melody of Certain Damaged Lemons". Con questo lavoro qualcosa cambia nei Blonde Redhead, che sembrano gradualmente abbandonare la loro matrice noise originaria per passare ad un indie-pop più maturo. C'è maggiore armonia (con un buon piano suonato da Toby Christensen dei Black Heart Procession), atmosfere esotiche, eleganti riff di chitarra e complesse costruzioni ritmiche, per un risultato finale, in una parola, ipnotico.
I Blonde Redhead sono un di quei gruppi che hanno bisogno di più di un ascolto. il primo approccio è spesso spiazzante, con quel suono e quella voce così strani. poi ti restano dentro, vai ai concerti, ogni tanto metti su un cd, insomma, li cerchi. ancora adesso penso che debbano fare il loro capolavoro, ma intanto hanno già sfornato diversi ottimi dischi..

martedì 26 febbraio 2008

aspettando BilBOlbul...

Mino e Talami - Bologna, 18/10/97


C'erano una volta, tanto tanto tempo fa, mino, talami e rebeggoillume allegramente a passeggio nel regno del tortellino. Tutt'a un tratto rebeggoillume inciampò. Non cadde. Non si slogò la caviglia. Non si ruppe nemmeno il tacco della scarpa. Non accadde proprio un accidente. Ma come qualunque principessa sul pisello sa, in quei momenti le dita del piede si indolenziscono, accidenti! Fu così che gli impavidi mino e talami sguainarono prontamente le loro biro magiche ed esorcizzarono la pena di rebeggoillume. E le dita dei piedi vissero per sempre felici e contente.

Morale della favola: impara a camminare!


Morale bis: non si ha il diritto di autocompatirsi finché i propri problemi sono ancora accettabili e quando invece non lo sono più, il solo modo di sopportare l'insopportabile è di riderci sopra. Inoltre, se vi interessa il film Persepolis, leggete prima/anche il fumetto Persepolis 1 e 2!

Pastorius

Jaco Pastorius è stato il più grande bassista di tutti i tempi. Come Hendrix per la chitarra, ridefinì il ruolo del basso elettrico nella musica, lasciando un segno assolutamente indelebile nella storia del jazz moderno. Nelle scuole di musica e nei conservatori di tutto il mondo il suo nome è citato con la stessa riverenza attribuita a Mozart.
La sua immensa bravura si manifestò la mondo quando cominciò il suo sodalizio con i Weather Report. Jaco ebbe il suo primo incontro con Joe Zawinul fuori dal Guzman Theater a Miami nel 1975. Dopo il soundcheck, Zawinul era sull'entrata del teatro quando si avvicinò "questo magro ragazzo dai capelli lunghi e dagli abiti trasandati". "Il giorno che lo incontrai", dice Zawinul, "venne da me dicendomi: 'Il mio nome è John Francis Pastorius III e sono il più grande bassista del mondo.' E io, naturalmente, gli risposi 'Porta il tuo culo via da qui!". Ma Jaco insistette, diede a Zawinul un nastro e più tardi gli scrisse una lettera. Quando Joe ascoltò il demo tape, non riusciva a crederci. Ma all'epoca i Weather Report avevano già un grande bassista, Alphonso Johnson, e non se ne fece niente. Jaco si sentì in qualche modo rifiutato, ma rimase in contatto con Zawinul per parecchi mesi, mandandogli lettere e altri nastri dei suoi concerti. L'anno dopo Johnson lasciò il gruppo per formare un'altra band. In quel periodo i Weather Report erano nel mezzo della registrazione di Black Market e avevano assolutamente bisogno di un bassista per completare l'album. Zawinul più tardi disse, "Mi ricordai di questo ragazzo di nome Pastorius. Mi aveva appena inviato un tape del suo primo album, e ne fui veramente sconcertato, particolarmente per il brano 'Continuum'. Così chiamai Jaco e la prima cosa che gli chiesi fu, 'Hey ragazzo, suoni ancora il basso?' Aveva un suono così profondo e ricco col suo Fender fretless, sembrava quasi stesse suonando un contrabbasso". Suono in due pezzi di Black Market e nel successivo, immenso, Heavy Weather. Nel tour che seguì venne a contatto con l'alcool e la cocaina, che deteriorò il suo carattere portandolo verso atteggiamenti oltraggiosi e sbalzi di umore così violenti da provocare spesso vere crisi di pianto e disperazione. Precipitò verso un baratro da cui non sarebbe più uscito. Lasciò il gruppo nel 1982. Nei Weather Report, Zawinul gli aveva fatto un po' da padre, riuscendolo a tenere in riga. Ora, trovandosi da solo, piombò in un ciclo di auto-distruzione. Durante il tour del 1982 in Giappone, fu arrestato per aver guidato una moto nudo per le strade di Tokio. Nel 1983, a Rimini, cadde da un balcone di un albergo, precipitando da 6 metri e rompendosi un polso e 3 costole. Al Playboy Jazz Festival fu trascinato giù dal palco dopo aver causato un tumulto. L' estate del 1986 fu un incubo che culminò col ricovero al reparto psichiatrico del Bellevue Hospital di New York, dove rimase per 6 settimane. Gli fu diagnosticato una forte depressione con sbalzi di umore e atteggiamenti paranoici. L' alcool e la droga aggravavano il tutto. Furono raccontate numerose storie sui suoi disastrosi concerti, gli insulti al pubblico, le scazzottate anche con i musicisti. Veniva spesso trovato per le strade di New York ubriaco, a piedi scalzi, mentre molestava i passanti con insulti e ingiurie..
La fine arrivò nelle prime ore del 12 settembre 1987, a Fort Lauderdale. Quella notte, dopo essere stato allontanato per avere interrotto, balzando sul palco, un concerto di Santana al Sunrise Music Theatre, vagò per tutta la notte, fino ad approdare al Midnight Bottle Club, un malfamato after-hours. Voleva assolutamente entrare, nonostante l' accesso fosse riservato ai soli soci. Il proprietario, esperto in arti marziali, colpì ripetutamente Jaco con diversi colpi di karate. Quando la polizia arrivò sul posto lo trovarono a terra in una pozza di sangue con il cranio fratturato e varie emorragie interne. Quando fu ricoverato al Broward County Hospital era già in coma. Il 21 settembre fu dichiarato ufficialmente morto. Aveva 35 anni.

venerdì 22 febbraio 2008

Il novello


Manco da un pò e noto con piacere che questo blog non è più solo appannaggio dei soliti zed ed eli ma rebeggoillume dopo aver scoperto i segreti del web si è data molto da fare.
Da quasi buon padre di famiglia diviso tra la scelta dei piatti del servizio buono, il corso prematrimoniale, gli inviti di cui vi omaggio della copertina, il colore della pittura e dei termosifoni della nuova casa, l'aspirapolvere e la bilancia della lista nozze e altri adempimenti burocratici, mi informo, leggo, navigo e, a volte, come oggi non mi va di fare niente e mi ubriaco. Tutto questo e forse proprio per questo mi spinge a scrivervi. Un abbraccio a tutti.

Jack Allocco e David Kurtz - The Bold and the Beautiful

Questa è la sigla delle mie giornate in ufficio. I miei colleghi e io, quando parliamo tra di noi dei nostri tre soci-capi, li chiamiamo Brooke, Taylor e Ridge. La nostra Taylor è anche accessoriata di barboncino nero con collarino fucsia. Buon fine settimana!

giovedì 21 febbraio 2008

Talking Heads

I Talking Heads si distinguono nella generale tristezza degli anni '80. il loro leader, David Byrne, è dal sottoscritto considerato un genio, uno dei pochi che ne capiscono davvero. si sono resi protagonisti di innovativo approccio avanguardistico al pop, mescolando punk e funky, con un approccio alla sezione ritmica del tutto nuovo per l'epoca, e confezionando album di grande spessore. I due dischi più belli, a modesto mio parere, sono il primo, 77, una delle pietre miliari della new wave, e Remain In Light, dove la collaborazione con Brian Eno (altro genio) raggiunge il suo apice. Non si segnalano veri eredi, forse perchè, nella loro apparente semplicità, troppo cerebrali e complicati. La loro musica rimane un marchio di fabbrica.






Talking Heads - Talking Heads: 77 - 1977












Talking Heads - Remain In Light - 1980










Talking Heads - Stop Making Sense - 1984










Talking Heads - Little Creature - 1985

Io sì - Luigi Tenco


per quel ritornello sospeso che è un colpo di genio!
E per tutto il resto.
Si scarica e poi ascolta cliccando sulla foto.
(non è stato mica tanto facile trovare una sua foto in cui sorride o quasi...)

mercoledì 20 febbraio 2008

Terranova

Band di riferimento della scena elettronica di questo inizio secolo, in questo secondo album si divertono a miscelare un po' di tutto: dal rap all'hip-hop, dal punk alla techno e al dub. il patchwork che ne viene fuori, con tutte queste contaminazioni, è il punto di forza dell'album, che non dà punti di riferimenti, spiazzante e di grande impatto.

martedì 19 febbraio 2008

Ci sono più cose in cielo e in terra...

lunedì 18 febbraio 2008

“probabilmente io meritavo di più”

"Il Vile" è uno degli album più significativi del panorama rock italiano. Elettrico, quasi noise, lascia un senso di disagio esistenziale 'vorrei essere sempre da un'altra parte'. è un disco difficile e duro. le liriche, difficili e contorte, nascono da una ispirazione forse non più eguagliata sucessivamente. il cantate in alcune parti sembra che sia in stato di trance. tutto il disco è sorretto da una struttura di chitarre stile sonic youth e csi, aspre e incalzante. adesso i marlene sono una band vera, sono loro ad essere imitati.

venerdì 15 febbraio 2008

Marco Fabio Apolloni- Er puttaniere arcadico


Siccome stamattina ho voglia di dirvi buongiorno con i fiori, siccome abito dove abitava il dimenticato poeta arcadico bolognese Pier Jacopo Martello- e me lo ricordo solo perché sotto il portico c’è una targa-, siccome pochi giorni fa sono stata Roma vicino alla fermata Barberini, siccome per caso ho trovato sta poesiola in romanesco che mi fa ridere, siccome l’Amaryllis è uno dei miei fiori preferiti, faccio un bel bouquet di tutti sti siccome e vi porgo questi versi.
Se poi qualcuno li vuol mettere in musica…

Er puttaniere arcadico
Tra 'na serva de luci, a Bbarberini,
La mia bbell'Amarilli la poi vede
Quanno de notte 'ncanta li bburini
Coll'arte sua de batte 'r marciapiede.
Gnente me costa, sarvochè quadrini,
Er zupremo favore che concede,
Com'un pezzo de carne a lli mastini,
Solo e sortanto a quello che lo chiede.
Amarillide a mme me bascia in bocca,
Perchè je cresce 'n po' de confidenza;
Tu nun la dì sventata, pora cocca,
Che da mo' che cià larga l'esperienza,
E' solamente che tarvorta tocca
De commette pe' sfizzio n'imprudenza.
Marco Fabio Apolloni

mercoledì 13 febbraio 2008

Shellac - At Action Park

Eccellente sound engineer, Steve Albini, personaggio incontrollabile e geniale, negli anni '80 diede vita a due gruppi fra i più innovativi e influenti del panorama underground americano. In segno di protesta contro il music business delle major, si ritirò dalle scene alla fine della decade, pur continuando a produrre dischi (tra gli altri Uzeda, Nirvana, PJ Harvey, Fugazi, Slint, Pixies). Nel '92 si apre il capitolo Shellac, voce chitarra basso e batteria, con un disco aggressivo e sconvolgente. La musica è scarna e (apparentemente) elementare, eseguita perfettamente e senza post produzione. La furia della musica, la rabbia della voce, quasi "escono fuori" dal disco. Chi non ama il genere (qualunque esso sia) non ci penserà un secondo a lanciare il disco dalla finestra. ma si perderà uno dei capolavori degli anni '90.

lunedì 11 febbraio 2008

Neutral Milk Hotel - In the Aeroplane over the Sea


Sulla bio-disco-tuttografia del gruppo taccio e rimando a wikipedia.
Mi limito ad aggiungere che il leader Jeff Magnum, oltre a chiamarsi come un gelato, è un disegnatore e qualche sua prova la trovate qua.
La leggenda narra poi che “his earliest exposure to music was through listening to the radio: -I have strong memories of being in the back of a big blue Pontiac being driven by my mother-.“ E la cosa divertente è che il primo incontro del mio orecchio con l’Albergo del Latte Neutro è stato proprio sul sedile posteriore di una macchina americana (Pontiac? Blu? Sinceramente, non ricordo). Era l’11 giungo 2005, Krzysztof guidava, accanto a lui sedeva Maud e dietro io. Un polacco, una francese e un’italiana a zonzo nel Hew Hampshire. Sembra l’inizio di una barzelletta e in effetti noi sembravamo i personaggi di una farsa…, quando a un certo punto dall’autoradio è partita la mia preferita: “In the aeroplane over the sea”.
Planate velocemente sul mare anche voi con questo album sguaiato, struggente, ricco e soleggiato, che quest’anno compie 10 anni ed è più bello di allora!

mercoledì 6 febbraio 2008

Bright Eyes - Lifted

Conor Oberts, Bright Eyes, ha poco più di vent'anni e già una discografia di tutto rispetto. Un fiume di parole accompagnate da una finto-trascurata, in realtà curatissima, produzione. Più che una raccolta di canzoni, il disco è quasi una raccolta di racconti, sporco e sguaiato. E adesso vado via. il resto scrivetelo voi, sorprendetemi!

Bright Eyes - Lifted Or The Story Is In The Soil, Keep Your Ear To The Ground

venerdì 1 febbraio 2008

Einstürzende Neubauten - Alles Wieder Offen

Dopo un po' ci si abitua al tedesco, e si riesce ad apprezzare il gran lavoro di questo gruppo d'avanguardia. dal bellissimo "Silent Is Sexy" del 2000, da ensamble musicale, il gruppo diventa una band vera e propria. indipendenti a tutti i livelli (il disco è stato finanziato con i contributi dei fan), a tre anni e tanti live dall'ultimo lavoro, si muovono in una direziona nuova, con più efficacia e concisione. Grezzi e operai, sanno di fabbriche, officine, sudore, fatica e rumore. ma restano anche raffinati ed unici.
Saranno all'Estragon il 12 Aprile prossimo, sarebbe da andare. e forse ci vado davvero..

Francesco Guccini - Radici

"La casa sul confine dei ricordi, la stessa sempre, come tu la sai. e tu ricerchi là le tue radici se vuoi capire l'anima che hai."
E' il 1972 quando Guccini esce con uno dei suoi lavori discografici meglio riusciti e più apprezzati dal suo pubblico. La vena poetica dell'artista si esprime qui ad uno dei massimi livelli. "Radici" è un tesoro di testimonianze, vicende e riflessioni che solo uno come Francesco Guccini poteva mettere in forma di canzone. "Incontro" è una delle canzoni più dolci mai scritte. E da allora, "La locomotiva" chiuderà i suoi concerti fino ai giorni nostri.

Bob Dylan - John Wesley Harding

Seppur a volte sottovalutato, è a mio avviso uno dei dischi più belli di dylan. a 18 mesi dalla svolta elettrica del capolavoro "Blonde on Blonde", appena ristabilitosi dall'incidente in motocicletta, dylan si trova, introspettivo e mistico, a scrivere di poveri, di padroni e schiavi, di fuorilegge, di sogni e visioni, in bilico tra folk, rock (poco) e country, con chitarra basso batteria e finalmente un'armonica degna.
Sono in quest'album, dal suono abbastanza povero, la visionaria ed eccezionale, per musica e testo, "All Along The Watchtower", una delle canzoni più belle di sempre (Hendrix volle fortemente rifarla nel suo Electric Ladyland appena l'anno dopo, consacrandola all'immortalità), e la meravigliosa “Dear Landlord”, cavallo di battaglia di Janis Joplin.

martedì 29 gennaio 2008

29 Gennaio


OOPS!



venerdì 25 gennaio 2008

Blondie: un po' di leggerezza!

L'ex coniglietta di Playboy, probabilmente la più bella cantante rock di sempre, ha lasciato un segno indelebile nell'universo punk-pop.

mercoledì 23 gennaio 2008

LOU REED - SET THE TWILIGHT REELING

Botta e risposta.

Questo è il Lou Reed che mi piace.



Lou Reed & John Cale - Songs For Drella

Il 22 febbraio 1987, in seguito a un banale intervento chirurgico, muore improvvisamente Andy Warhol. Sotto shock, Lou Reed e John Cale si ritrovano al suo funerale. le varie iniziative commemorative, orribilmente pedanti e didascaliche, impongono una reazione. così, dopo 22 anni, decidono di tornare a lavorare insieme. Lo scopo è di rendere omaggio al loro pigmaglione, mostrando al mondo il loro affetto, ma anche quello di controbilanciare tutto l'inutile vociare. Il titolo è il nomignolo con cui gli amici lo avevano soprannominato: "Drella", combinazione di Dracula e Cindarella (Cenerentola), la rappresentazione dei lati opposti del suo carattere. Si chiudono in studio e si rendono conto che, magicamente, l'alchimia musicale fra loro funziona ancora. come ai tempi dei Velvet, le liriche di Reed si adagiano perfettamente sul tappeto di note steso da Cale e in dieci giorni compongono in 14 canzoni biografiche ordinate cronologicamente il loro personale requiem per Andy Warhol. Reed non scrive solo di puttane e droga..

martedì 22 gennaio 2008

Paul Simon - Graceland

Quando Paul Simon incise Graceland l’apartheid era ancora in vigore. Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e le armonie dell’Africa. La World Music comincia qua.

giovedì 17 gennaio 2008

Dal libro del Grande Bastardo, capitolo 16

Questo è il mio regalo di compleanno per Eli. Nessun legame tra lei e il Grande Bastardo (credo) è solo un'omaggio. Queste righe, a mio parere, sono opera di un genio.
Tratto da "La compagnia dei Celestini" di Stefano Benni, uno dei libri che ho amato di più.
Un libro che o si ama o si odia, il mio consiglio è di leggerlo se non lo avete ancora fatto...



Il Grande Bastardo appare per lo più come variazione nell'intensità della luce,un calo improvviso, o un lampo, o la comparsa su un muro dell'ombra di qualcosa che non esiste.
Altre volte è avvertibile sotto forma di silenzio tra una nota e l'altra.
Sovente si mostra sotto forma di cane volpino che porta sul volto una maschera di stregone Moche, oppure sotto forma di piccolo idolo azteco con testa di cane.
Altre volte come il dio ridente Anuman, o come verbljud, occhio-di-gatto o domovoj.
Talora come gigantesco drago volante, soffiando fuoco dalla bocca, o come l'animale preistorico detto diplodoco, pesante decine di tonnellate e con un lunghissimo collo terminante in una piccola testa, cappello e occhiali neri.
O sotto forma di attrice del cinema, donna cannone, trapezista, spogliarellista, bambina bionda, vecchia iraconda.
Sotto forma di pallone da calcio luminescente.
Stronzo volante di dimensione variabile, anche oltre i venti metri.
Vecchio con barba grigia, comico albanese, mendicante, pittore pazzo.
Sotto forma del signor Jefferson.
A volte come il raggio di luce che verso le sette di un'alba di primavera risveglia due bambini in due punti diversi del mondo. Tirando una linea tra i due punti e calcolando la metà esatta non si ottiene nulla.

Il Grande Bastardo aveva due discepoli: Pantamelo e Algopedante.
A volte appariva all'uno nelle sembianze dell'altro.
A volte appariva in tutte e due le sembianze, con gran confusione di Pantamelo e Algopedante, che chiesero al Grande Bastardo di smetterla di prendere il loro aspetto.
Il Grande Bastardo disse: "Promesso!".
Purtroppo, il giorno che lo chiesero, sia Pantamelo che Algopedante erano il Grande Bastardo e tutto proseguì come prima.

Poichè il Grande Bastardo ricorda sempre: la vostra fine è la mia.




primo campionato mondiale di pallastrada - Parigi 13,14 Maggio 2006

martedì 15 gennaio 2008

il re del delta blues

Robert Johnson lasciò Robinsville nel 1930. aveva 19 anni e aveva appena perso la sua giovane moglie, morta con il bimbo durante il parto, e già si vedeva condannato ad una miserevole vita nelle piantagioni. tornò un anno dopo, dotato di una incredibile tecnica chitarristica. si disse in giro, e lui alimentò la voce, che avesse un fatto un patto con il diavolo, tanto i suoi progressi musicali apparvero alieni da questo mondo. E' assai probabile che in quel periodo di vagabondaggio nel delta del mississipi abbia incontrato Ike Zinneman e Son House, leggende del blues, e abbia da loro preso lezioni. in particolare, la figura di Zinneman è immerse in oscure leggende: si racconta infatti di come Ike amasse suonare nei cimiteri, tra le tombe, e di come venisse per questo visto da molti come la personificazione del demonio.
Robert Johnson morì nel 1938, a soli 27 anni. Gran donnaiolo e bran bevitore, sembra che avesse una relazione neanche tanto segreta con la moglie del padrone del locale dove si esibiva abitualmente. una sera in cui suonava con Sonny Boy Williamson II (un concertone da paura..), bevve del whiskey probabilmente avvelenato offertogli dal marito di cui sopra. si sentì subito male, e quella sera non fu in grado di suonare. morì tre giorni dopo.
Non ebbe mai pensiero per registare le sue composizioni. un negoziante di dischi lo presentò ad un talent scout, che organizzò due sedute di registrazione tra il '36 e il '37. la sua intera discografia consiste di sole 29 canzoni.
Figlio dell'America rurale e profonda, Robert Johnson è uno dei musicisti fondamentali del secolo scorso. Nessuno come lui (oddio, come lui ed Hendrix) è riuscito a tracciare una nuova strada nelle potenzialità espressive della chitarra, indicando inesplorati sentieri da battere per le future generazioni di musicisti. Il disco proposto contiene 20 delle sue 29 canzoni, con classici come "Rambling On My Mind", "Sweet Home Chicago" e "Cross Road Blues", ormai entrati nella tradizione blues americana.

lunedì 14 gennaio 2008

PROSE TO PROZAC! - biblioterapia

(sul Sole 24 Ore di ieri, di Riccardo Chiaberge)

Dall’Inghilterra arriva una nuova cura per la depressione: la biblioterapia. Al grido di “Prose to Prozac!”, una psicologa di Liverpool, Jane Davis, ha sondato una rete di gruppi di lettura riservati a persone sofferenti di vari disturbi nervosi, dall’agorafobia all’Alzheimer. E assicura di avere ottenuto risultati strabilianti. Leggendo insieme Shakespeare o Jane Austen, la Capanna dello zio Tom o Uomini e topi, i pazienti dimenticano le loro afflizioni e ritrovano la serenità.
Che i libri ci rendano migliori è un luogo comune smentito dalla storia del Novecento, quando il popolo educato sui versi di Goethe ha collaborato allo sterminio di sei milioni di ebrei. E chi è immerso nelle tenebre del “male oscuro” non ne uscirà certo declamando terzine di Dante. Ma anche i più scettici tra gli psichiatri ammettono che letteratura e poesia sono strumenti di auto-aiuto ben più efficaci del bridge o dell’uncinetto.
[…]
si può stare certi che, se mai approdasse anche qui la biblioterapia, il ministero della Salute, di concerto con i Beni Culturali, imporrebbe di allegare a ogni volume un bugiardino , con tanto di dosaggio, effetti collaterali e controindicazioni. La lettura dell’
Orlando furioso, per esempio, dovrà obbligatoriamente essere accompagnata dall’impiego di sedativi, gli allergici al cipresso faranno bene a evitare i Sepolcri foscoliani, La Mandragola di Machiavelli sarà sconsigliata alle donne in gravidanza e Le mie prigioni di Pellico a chi soffre di claustrofobia. E per passare ai contemporanei, Mille splendidi soli di Hosseini esige l’applicazione di speciali filtri protettivi, Va’ dove ti porta il cuore della Tamaro non è indicato per i cardiopatici, mentre Mal di pietre di Milena Agus deve essere somministrato con litrate di acqua Fiuggi. Quanto a Caos calmo di Sandro Veronesi, si raccomanda di agitarlo accuratamente prima dell’uso.
[…]

che ne pensate?

venerdì 11 gennaio 2008

COPYRIGHT SU INTERNET

E' stata modificata la legge sul diritto d'autore, a fine dicembre, con l'aggiunta di un comma ad hoc per internet. Consente la pubblicazione di un'opera intera. Musiche o immagini"a bassa risoluzione o degradate". Ma solo su siti senza scopo di lucro.

il resto è qui

...e vai con la musica!

giovedì 10 gennaio 2008

Cake - Fashion Nugget

Un po' di allegria per inaugurare con ottimismo l'anno nuovo.
Un basso eccellente, un paio di cover di ottima fattura (tra le quali una delle più belle versioni di I Will Survive che si conoscano), riff di tromba e una voce che sembra voler essere altrove. Il loro secondo disco, questo, li consacra ufficialmente a livello planetario. Se vi serve una musica per intrattenere allegramente un dopocena con amici, questo è quella che fa per voi. e se vi piace e ne volete ancora, non avete che da chiedere..

mercoledì 2 gennaio 2008

eccoci qui, un capodanno cominciato nel migliore dei modi: da destra verso sin, in senso orario:

eli, rebegga, vale, ross, enri fifì e poi vabbè la solita infiltrata
pronte a scodinzolare tutta la notte a ritmi discotecari
dietro a qualche danaroso con camicia bianca aperta e stivale texano

ma purtroppo arriva lui, babbo natale, a cambiarci i programmi.. chiede foto di gruppo per il nuovo book che, dice il suo agente, gli rilancerà l'incerta carriera. noi, che siamo strafighe, sì, ma di buon cuore, ci disponiamo tutte attorno a lui (nel frattempo l'intrusa s'è tolta di scena)



babbo natale, però, coltiva secondi e perfino quinti fini. a dispetto dell'età, nasconde un giovincello dentro di sè. e noi?beneficenza sì, ma senza esagerare..
perciò a babbo natale, in preda a bollenti spiriti,non rimane che ACQUEtarli così
il bagno ghiacciato però serve solo a fargli venire quell'altra febbre, a 39, mentre la prima e più bollente non riesce proprio a passare..

che fare?
l'unica ormai è affidarsi ad un'amica sicura (LA BOTTIGLIA!)
..e sognare

venerdì 28 dicembre 2007

I campioni siamo noi

Disgraziatamente persa l'anno scorso sul suono della campanella, quest'anno è stata riconquistata. è stata una partita forse nervosa ma mai davvero in discussione. il risultato, quasi d'altri sport, parla chiaro: un magnifico, rotondo 10-4. i nostri, in splendido completo multicolor, prendevano subito il largo con un inizio veemente e pieno di concretezza per poi controllare, spegnendo alla fonte il disordinato gioco avversario, ribattendo colpo su colpo e regalando allo scarso ma appassionato pubblico (giusto il nostro infreddolito presidente e maichì il cagnone) un gioco organizzato e a volte persino bello. sugli scudi, giordano in porta, reclutato all'ultimo minuto, un vero gatto, sicuro e puntuale, e il veterano rocco, un van basten quasi più grande dell'originale. ma tutta la squadra ha giocato con cuore e bravura. non si è sbagliato pressocchè nulla, e allora il risultato non poteva essere diverso: al castello ursino con vino e carne di cavallo con la coppa a festeggiare la CHRISTMAS CUP 2007-2008!

martedì 25 dicembre 2007

Genesis e nemesis di una secchiona sui generis


Io non nasco secchiona. Che sia chiaro. Nasco bambina della prateria, che corre libera nei prati (del residence, ma a me mi sembrava la tundra).Era un bel nord semplice e periferico. Poi gli autorevoli decidono di tornare nella sudica terra natia. A 9 anni, valuto tutte le possibilità. Considero seriamente l’ipotesi di rimanere lì da sola, la casa è grande, ho quasi vinto l’idea che la notte i vestiti sulla sedia si trasformino in uomini che mi spiano e, per finire, la scuola ha la mensa. Ma i miei vendono la casa. Ne parliamo anche con la mia migliorissima amica del cuore e lei mi propone di andare a vivere a casa sua, anche da lei sono tanti, magari nemmeno se ne accorgono. Mi trovo in una grande empasse. Poi il maschio autorevolissimo promette a me e a mia sorella che se scendiamo ci compra un cavallo -per uno, beninteso- un cane, una mucca e svariate galline. Può andare, penso. E capitolo (in realtà poi di tutti questi animali ci prese solo il cane, quando ci penso m’incazzo ancora come una bestia!).

La realtà che ci aspetta è sostanzialmente, profondamente diversa. Qui le bambine non sono bambine, sono donne nane, già gravate da un sistema di codificazioni e rituali pesantissimi. Le mie cugine conoscono pure l’agnello di dio, io manco mi ricordo il padre nostro. Sanno stare in chiesa, in casa, dai parenti, conoscono o intuiscono già il rituale dei rapporti con i loro coetanei maschi, che non sono amici, sono maschi, e a 11 anni portano già il reggiseno.

Soffro intensamente di nostalgia.

Ma mi preservo sana. Nessuno riesce a farmi leggere un bel niente: non voglio, non m’interessa.
A scuola vado in modo rocambolesco, sono sì brava ma troppo vivace troppo troppo vivace. Non faccio un cazzo.

È durante l’estate dei dodici anni che la triste realtà mi piega e improvvisamente tutto mi diviene insopportabile. Sono annoiatissima, mi sento in trappola. A 12 anni non conosco ancora le vie di fuga alternative (l’alcool, la droga) e per costruirmi un mondo abitabile ho bisogno di altri appigli alla mia portata. Comincio così a divorare libri, dal niente, seguendo il mio disarmonico carattere che ripugna la gradualità. Ingurgito libri che trovo alla casa al mare, di quell’accanito lettore dell’autorevole, e sono gialli. Passo poi ai classici della letteratura, di ogni genere e grado: il mio autorevole è uno universale.

Più il mondo esterno mi dispera, più leggo. Incontro così il mio grande amore: a 16 anni, ho letto tutto Dostoevskij. A 18, oltre a tutto quello che si fa al liceo- penso di essere l’unica squilibrata che s’è letta tutto lo zibaldone(ero ossessionata dal principio d’autorità: come posso fidarmi di quello che dice un manuale o un insegnante?!)-passo a Poe e Lovercraft, mondi già composti, e bui.

Sprofondo, così, irrimediabilmente, e quasi senza accorgermene, nella secchioneria. Per fortuna però ho un carattere di merda che ha impedito ai miei compagni e ai disorientati prof di catalogarmi come secchiona tout court e mi ha salvata dalla letale etichetta.

Finchè a Pisa, finalmente, nello sconcertante e meraviglioso circo di filosofia, mi sento come un uomo lupo che scopre un’isola di licantropi: a casa. Decido di approfondire metodicamente le altre vie di fuga. E tengo tutto magicamente insieme: libri film filosofi e amici studenti paranoici. Continuo a soffrire della sindrome da rifiuto dell’autorità. Sui primi esami, tento addirittura improbabili baratti: questo Hegel mi fa schifo, me lo fa cambiare con 2 Nietzsche, anche 3?o, questo Foucault non lo capisco, lo cambiamo con un paio di Merlau Ponty? I miei anch’essi dementi prof erano pazienti, secondo me si erano passati la voce, e tutti mi spiegavano con calma che non solo non me li cambiavano, ma che mi avrebbero chiesto solo quello, perché loro credevano in me.

Adesso. Un po’ sono guarita, un po’no. Alla terza estate trascorsa a Bologna ho deciso che volevo più ferie. Guardandomi intorno, non ho trovato nient’altro che l’insegnamento. Con tutta probabilità, l’anno prossimo andrò ad insegnare, contravvenendo ai miei orientamenti di sempre.
Ma ho grande, immensa fiducia nei ragazzi e nei loro cervelli: le mie esperienze sono state entusiasmanti.

Nelle mie lucidazioni (lucide allucinazioni) ci sono io vestita da Rambo in collegamento con uno in divisa, un archetipo di un autorevole -preside bastardo o insegnante arrogante- che mi dice “stai tranquilla, dicci dove sei, veniamo a prenderti”.

(musica)

“NO. SONO IO CHE VENGO A PRENDERVI”.

giovedì 20 dicembre 2007

NATIVE AMERICAN RADIO STATIONS


Non si tratta appropriatamente di musica, ovviamente. Ma è musica per le mie orecchie!

Della mia bolla di vita americana, nulla mi ha scombussolato di più le budella dell’osservazione privilegiata e occasionale della vita degli Indiani d’America. Io lo ammetto: pur con mille dubbi iniziali e altrettante conferme finali che là non vorrei viverci, in America ci sono stata bene, sono stata trattata bene e ho voluto bene. Ma gli Indiani là stanno peggio e sono trattati peggio di quanto mai avrei immaginato. Lasciamo perdere i film. Lì appaiono o analfabeti rissosi più o meno perdenti, o cartoline dal mondo del buon selvaggio. Non si mostra mai abbastanza, neanche nei film, quanto oggi siano purtroppo degli esseri umani disadattati, poveri, denigrati e snaturati. Eppure basta guidare su una highway come la 90, perdendo la cognizione del tempo e di quella strada a malapena trafficata, interminabile e dritta, senza che il cambio automatico aiuti gran che a rimanere svegli, per perdersi in un tutto indistinto e semplificante azzurro, giallo e marrone e capire quanto la cultura pellerossa dovesse aver stabilito un così sincero contatto con la natura e come mai un indiano cavalcando per ore il suo cavallo marrone fra spighe gialle a perdita d’occhio, distinguesse figure, simboli e messaggi nell’unica interruzione cromatica del suo solitario vagare selvaggio, le nuvole bianche nel cielo azzurro. Tutto un po’ naif, mi rendo conto. Ma da perdere il respiro, le parole e da riempirsi gli occhi in una modalità e intensità, vi assicuro, estatica!

E se proprio non ce la fate e avete bisogno di un riferimento alla musica, tiè, collegatevi a una qualunque radio pellerossa, ché tanto da quelle parti non prendono neanche i cellulari e l’autoradio passa solo quello… e il country.
Buon Ascolto!

sabato 15 dicembre 2007

I MIGLIORI ALBUM DEL 2007 DI ROSCO

Come ogni anno, è mia abitudine stilare la classifica dei 10 album che hanno più degli altri meritato la mia personalissima attenzione. Ovviamente la lista è da ascriversi a ciò che sono riuscito a "metabolizzare", processo che spesso non è veloce e che soprattutto merita un livello di concentrazione che sovente non riesco a raggiungere. Il commento ad ogni singolo album non lo faccio perchè mi piace giocare a fare il critico musicale, è vero, ma in questo caso sono sicuro che risulterei pesante e non facilmente digeribile, rischiando di passare per il sapientino di turno. Una cosa però lasciatemela dire. Il podio quest'anno è davvero buono, 3 dischi mirabili, ma la distanza che c'è tra il capolavoro degli of Montreal e il pur splendido album di Radical Face, è tale e tanta che non dovrebbe essere ammesso alla gara.

  1. of Montreal - Hissing Fauna, Are You The Destroyer?
  2. Radical Face - Ghost
  3. Misha - Teardrop Sweetheart
  4. Animal Collective - Strawberry Jam
  5. The Maccabees - Colour It In
  6. Clap Your Hands Say Yeah ! - Some Loud Thunder
  7. Beirut - The Flying Club Cup
  8. The Cribs - Men's Needs, Women's Needs, Whatever
  9. Stars - In Our Bedroom After The War
  10. A Toys Orchestra - Technicolor Dreams

Fuori dai primi dieci sono rimasti in ordine sparso : The National - Boxer, Radiohead - In Rainbows, Settlefish - Oh Dear!, The Shins - Wincing The Night Away, Amari - Scimmie d'Amore, Amiina - Kurr, Burial - Untrue, Comaneci - Volcano, Fujia & Miyagi - Transparent Things, Jamie T - Panic Prevention, Matthew Dear - Asa Breed.

venerdì 14 dicembre 2007

Smashing Pumpkins


Accolgo volentieri la richiesta di postare qualcosa degli smashing, e nell'indecisione ho scelto un greatest hits. non è facile orientarsi, tra il duro rock/grunge dei primi anni, le melodie e gli ammiccamenti pop dell'età di mezzo e la cupa elettronica degli ultimi album. ogni album ha qualcosa da dire. e comunque, resta il video di Tonight, Tonight, uno dei più belli che abbia mai visto, così strano, dolce e psichedelico.
si sono riuniti, almeno nominalmente (degli originali ce ne sono solo due, su cinque). hanno fatto un album e sono in tour, e forse varrebbe la pena andare..

martedì 11 dicembre 2007

Duenoteincroce

Hey Joe

Prima che vada


Dice che devo mettere un commento...
il primo è grazie Zed per questo lancio in Fioriditesta.
Il secondo è un breve messaggio di presentazione: Duenoteincroce non è un progetto musicale, è l'incontro settimanale di 4 amici che godono della compagnia reciproca e improvvisano TUTTO di volta in volta, non spingendosi per questo motivo a spaziare oltre quelle 2 note, da cui il nome. Quindi niente di "già provato" ma tutta fantasia ed empatia del momento. E dunque, vogliate perdonarci gli strafalcioni..

domenica 9 dicembre 2007

Ci riproviamo

Forse sono stato un po' avventato. Non è facile avvicinarsi a Zappa. Non demordo, chiaro, ma correggo il tiro. Ecco quindi una piccola, molto godibile, raccolta con alcuni tra i più digeribili pezzi del Nostro.

venerdì 7 dicembre 2007

Doppio colpo!


Ecco due tra i miei più favoriti (si potrà dire? io lo dico!) album dei pink floyd, probabilmente ormai i più ascoltati. More è sicuramente disomogeneo (è una colonna sonora) , ma contiene un paio di pietre miliari della produzione floydiana e alcuni passaggi, soprattutto percussioni e chitarre, straordinari. AHM, con quella sua inconfondibile geniale copertina, è un capolavoro assoluto, dall'omonima suite alla psichedelica colazione di Alan. e chissà perchè, con quel suo arrangiamente così pomposo, Summer of '68 è una delle mie canzoni più preferite di sempre.

giovedì 6 dicembre 2007

CHE FINE HA FATTO ROSCO

dov'è finito, chi l'ha visto, ne avete mai sentito parlare
non ci resta che diffondere il suo identikit
e sperare nella buona sorte


rosco ha

uno scooter argentato
una mano allungata
un capello gelatinato
un naso affilato
una giacca toppata
un torace allargato
e..
non mangia il gelato!!

sabato 1 dicembre 2007

P.F.M. - Stati Di Immaginazione - 2006

Ho visto la PFM in concerto tante volte. una volta, al Metropolitan a Catania, fecero un concerto talmente bello che ricordo mi mise di buon umore per giorni. l'anno dopo tornarono, e fecero davvero schifo, con il pubblico, me compreso, che li insultò. insomma, ci avevo messo una bella croce sopra. poi un giorno, nelle vacanze di natale dell'anno scorso, ero a far visita a un caro compagno per un coffee&joint e lui mise su un cd e quasi mi sfidò a riconoscere il gruppo che suonava. il disco era parecchio bello, solo strumentale (forse, anzi quasi sicuramente, per questo era così bello) e non indovinai. e ricordo il mio stupore nell'apprendere che quelli che suonavano erano la PFM, che in cuor mio avevo data per morta. è un gran disco. quando Di Cioccio non fa il coglione alla Phil Collins e si dedica come sa alla batteria, ed evitano di cantare puttanate, sono una delle band più magnifiche d'italia.

venerdì 30 novembre 2007

Istruzioni per salire le scale

Come promesso tempo fa in un commento, pubblico un breve racconto di Julio Cortazar che ci spiega, in modo semplice ed efficace, una delle cose che in molti danno per scontato: come salire le scale. Spero che questo piccolo contributo possa salvare qualche caviglia.

“A nessuno sarà sfuggito che sovente il suolo si piega in modo che una parte sale ad angolo retto rispetto al piano del pavimento, mentre la parte successiva si colloca parallelamente a suddetto piano, per lasciare il passo ad una nuova perpendicolare, comportamento questo che si ripete a spirali o linee spezzate fino ad altezze estremamente variabili. Chinandosi e mettendo la mano sinistra su una delle porzioni verticali e la destra nella corrispondente orizzontale, ci si trova in momentaneo possesso di un gradino, o scalino. Ciascuno di questi gradini, formati come si vede da due elementi, si trova ubicato appena più in alto e più in avanti rispetto al precedente, principio questo che dà origine alla scala, dato che qualsiasi altra combinazione determinerebbe forme magari più belle o pittoresche, ma inadatte a trasportare da un pianterreno a un primo piano.Le scale si salgono frontalmente, in quanto all'indietro o lateralmente risultano particolarmente scomode. La modalità naturale consiste nel situarsi in piedi, le braccia rilassate verso il basso, la testa eretta ma non tanto da impedire agli occhi di vedere i gradini immediatamente superiori a quello che si sta calpestando, respirazione lenta e regolare. Per salire una scala si comincia sollevando quella parte del corpo posta in basso e a destra, quasi sempre avvolta in cuoio o pelle scamosciata e che, salvo rare eccezioni, è della misura del gradino. Una volta posizionata sul gradino la suddetta parte, che per brevità chiameremo piede, si solleva la corrispondente parte sinistra (anch'essa denominata piede, ma che non va confusa con il piede prima menzionato) e, portandola all'altezza del piede, la si fa proseguire fino a collocarla sul secondo gradino, ottenendo che in questo riposerà il piede, mentre nel primo riposerà il piede. (I primi gradini sono sempre i più difficili, finché non si acquisisce la necessaria coordinazione. L'omonimia tra il piede e il piede non agevola la spiegazione. Si presti particolare attenzione a non sollevare contemporaneamente il piede e il piede). Giunti in questo modo al secondo gradino, è sufficiente ripetere alternativamente lo stesso movimento fino a raggiungere la sommità della scala. Se ne esce facilmente, con un leggero colpo di tacco che la fissa al suo posto, dal quale non si muoverà fino al momento della discesa”.

giovedì 29 novembre 2007

The Velvet Underground - Another View - 1999

Sarebbe stato troppo facile metter sù il disco con la banana in copertina, o l'ostico e meraviglioso White Light\White Heat. Ed ecco quindi un disco di outtakes. E' vero, per goderne appieno sarebbe utile conoscere un po' dei Velvet, che solo in parte sono rappresentati da queste registrazioni. Il loro lato oscuro è quasi lasciato fuori, e a tratti sembra una band persino allegra.


venerdì 23 novembre 2007

The Best Band You Never Heard In Your Life

Per poi tornare a cose più mie, segnalo il primo di una spero lunga e apprezata serie di post di colui che forse è il più grande compositore di tutto il secolo scorso, ovvero Frank Vincent Zappa. Il disco è uno dei live più rappresentativi del genio istrionico ed eclettico del maestro, con testi surreali e grotteschi (altrimenti definiti "geniali turpiloqui") e parti strumentali spaventose per tecnica e complessità e superba armonia.
La line up è in linea con i proclami, apparentemente presuntuosi ma ampiamente giustificati, del titolo. E' peraltro famosa la perizia tecnica e l'assoluta dedizione all'arte che Zappa richiedeva ai suoi musicisti, come pure le estenuanti prove a cui li sottoponeva.
Un cancro alla prostata lo ha portato via il 4 dicembre 1993, si dice spesso ipocritamente che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, ma stavolta sembra vero..

Darko Rundek

Questo post è dedicato a un caro amico di Mostar. non so perchè ma pensa che questo Darko Rundek sia bravo e meritevole di attenzione. in effetti è bravo. per quanto riguarda l'attenzione, se si suppone sia per ogni persona un bene limitato, sarebbe bene consumarla per altro. ma la nostra sete di conoscenza è smisurata e incosciente, e accoglie con benevolenza un po' (quasi) tutto. Dal web:
Ex chitarrista punk, cantante, poeta, attore, direttore teatrale e frontman della ora disciolta cult-band yugoslava Haustor, artista di punta della scena rock di Zagabria. La sua forte presenza scenica trasforma i concerti in veri e propri Happening. Artista dai molteplici impegni ha composto molta musica per il teatro, la danza e il cinema in Croazia ed a Parigi. Il suo impegno come direttore artistico e programmatore di una radio che trasmetteva da una nave "Bateau Radio - diritto di parola" per sfuggire alla censura di Milosevic.







Darko Rundek - Apokalipso - 1996












Darko Rundek - Ruke - 2002











Darko Rundek & Cargo Orkestar - Mhm A-Ha Oh Yeah Da-Da - 2006

martedì 20 novembre 2007

III SIDES TO EVERY STORY

Utilizzo il titolo di uno degli album della mia infanzia musicale - il disco degli Extreme del dopo "More Than Words" bistrattato da chiunque, mandato a memoria per non si sa quale strano motivo dal giovane Rosco - per introdurre altri due livelli di lettura del singolone degli Animal Collective, Peacebone.
La promessa che dovete farmi è quella di vedere in sequenza i video. Prima il primo, poi il secondo. Non prima il secondo e poi il primo...E neanche prima il secondo, poi di nuovo il secondo, ancora il secondo e se avete tempo anche il primo...
NO. Prima il primo e poi il secondo! Spero di essere stato chiaro..

Il primo è forse il modo migliore per entrare nello spirito di questa canzone. Live, attitudine slacker alla Pavement, ciondolio indie tra il pubblico maltese, urla liberatorie quando ti aspetti le urla liberatorie...





Il secondo è semplicemente geniale. A meno del perizoma e del sacco in testa (o solo del sacco in testa?) potrei tranquillamente essere io, tu, egli, noi, voi essi...





P.s. : Una citazione doverosa va alle superlative ragazze del blog, ho letto, divertito e "orgoglioso" tutti i vostri critici-entusiatici-(s)ragionati commenti. Grazie.

BONEFISH!!

venerdì 16 novembre 2007

ANIMAL COLLECTIVE - PEACEBONE

Il pezzo migliore dell'anno, senza dubbio alcuno.
Uno dei videoclip migliori che io ricordi di aver visto.
Da ascoltare a volume indecente.



BONEFISH!!

martedì 13 novembre 2007

Radiohead - Live at Glastonbury 29-06-2003

I Radiohead di questi anni sono forse paragonabili ai Pink Floyd degli anni 70. Performance live sempre di altissimo livello, un occhio al passato e uno al futuro, fans appassionati e mai delusi.
Questo Live at Glastonbury è semplicemente magnifico, per intensità, scaletta, livello di sperimentazione, pubblico, e il disco ha pure un'eccellente resa sonora. Stavolta mi aspetto dei ringraziamenti!


domenica 4 novembre 2007

Camillo - Esegesi di un'ossessione


Frate, frate, libera Chiesa in libero Stato!”, queste furono le poche parole pronunciate da un agonizzante Camillo Benso conte di Cavour in punto di morte al frate che gli portava l’olio santo.


Inciampo in queste parole durante un'amena quinta elementare e la mia vita cambia. Da allora non conosco pace. Sono perennemente, instancabilmente alla ricerca di una frase altrettanto incisiva da poter essere facilmente trascritta in tutti i libri di storia. Ma, mi dirai, quello era statista, sindaco, primo presidente del consiglio. Embè? Io tutte stè cose mica le sapevo in quinta elementare, io Cavour me lo ricordo solo per questa frase. Continuavo ossessivamente a pensare a quel faccione occhialuto, barbuto e per di più agonizzante che invece di dire, chessò, vedo una luce in fondo al tunnel, portami un bicchiere d'acqua, ho caldo, o semplicemente rantolare, si mette a parlare dei rapporti tra Stato e Chiesa. È da allora che, quando sento una frase che mi fa vibrare, la archivio: ho addirittura una sezione del mio diario segreto dedicata. Poi nel tempo le arricchisco, ordino, cancello. Ho pure una hit parade delle mie frasi ad effetto da pronunciare in punto di morte, di cui questa è l'attuale top three:


1- il mondo è intenso prima che complesso (frase d'apertura della mia tesi di laurea su Bachelard);


2- Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere (enunciato dolorosamente conclusivo del Tractatus di Wittgenstein-ma è lungo, dovrei avere una agonia significativa);


3- portami un bicchiere d'acqua.

(Io potrei dirla, che mica io e Camillo siamo uguali: io sono donna e la ritenzione idrica la devo combattere pure in punto di morte!).


mercoledì 31 ottobre 2007

PJ Harvey - Rid Of Me

graffiante ed estremo, intenso e rumoroso, forse il più violento della sua produzione. PJ me l'ha fatta conoscere mio cugino, metallaro forse pentito e adesso ottimo suonatore di violoncello. lo devo ringraziare per tante cose, tra le quali questa. fu subito amore. una delle prime volte che l'ascoltai ero nella mia stanza, in penombra, con un caro amico che chissà se si ricorderà. il volume era al solito abbastanza alto. il disco comincia piano, si insinua, chitarra basso e batteria, in crescendo, poi la sua voce, prima sussurrata e quindi sempre più incazzata e urlante. la fine del primo brano è un crescendo di tensione, e poi l'esplosione. quando comincia il secondo pezzo, è la primavera che esplode dopo l'ultima tempesta. mia madre mi rimproverò del volume alto, ma ormai era tardi. Peppe apprezzò, credo, e non ricordo se gliene feci una copia..

lunedì 29 ottobre 2007

ISLANDA, PACE E AMORE


Sull'isoletta di Videy, di fronte a Reykjavik, Yoko Ono ha fatto installare una gigantesca torre-faro che proietta nel cielo le parole Imagine Peace in 24 lingue del mondo. Splenderanno dal 9 ottobre (compleanno di John) all'8 dicembre (giorno del suo assassinio), da quest'anno e d'ora in poi ogni anno.
(...non sono fuori tema, il collegamento alla MUSICA- benché non di nicchia- c'è)

mercoledì 24 ottobre 2007

BOEZIAN RHAPSODY

(ovvero, come Paola&Chiara hanno scopiazzato da Dante Aligheri)


Ho voluto dire addio al passato io- come Dante alla morte di Beatrice, le sorelle Iezi sono smarrite dopo essere state piantate dai loro fustacchioni bodyguards. Solo l'immersione in un boeziano conforto gioverà forse loro, rinnovandone l'esistenza- Eri un'ombra su di me- Dante vede Beatrice a nove anni per poi rivederla solo nove anni dopo. Come lui durante questo lasso di tempo in cui, lasso, affastellerà nebulose fantasticherie, vieppiù lasse, a partire da un vago ricordo, così fanno P&C, ancora sovrastate dalla memoria dei loro alti ex- Ora è tempo di essere nuova immagine- nuovo colore di capelli? Nuova frangetta? Dopo la meravigliosa visione trattata nella terza prosa, nulla può essere più come prima, tant'è che Dante chiuderà l'opera proprio con un'altra visione. Stavolta mirabile- Cerco la mia isola via di qua- prima del quinto sonetto, il sommo vate parte, cavalcando un cammino pensoso. E cosa c'è di più isolato di un meditar solitario?- Se qualche volta ho creduto che fosse impossibile non ho più niente da perdere solo te- povero Dante che si è arrovellato quasi tutta la vita per via della Bea, ma alla fine ce l'ha fatta. Lui l'ha persa e se ne è liberato. Nella realtà e nella fantasia- VAMOS A BAILAR- parole banali che esplicitano una struttura. Il ritornello, fulcro di ogni canzonetta più o meno sanremese che si rispetti, parla di ballo. E in mezzo alla Vita Nova, fra prose (varie), sonetti (25) e canzoni (le 4 celebri), c'è appunto una ballata (l'unica)- ESTA VIDA NUEVA- eh, ma questo è troppo! Più sfrontato di Michael Jackson con i cigni di Albano!- Paradiso magico oltre oceano- qui le due milanesi han preso a piene manate dalla produzione posteriore dell'illustrissimo fiorentino, benché secondo un ordine inverso: dal Paradiso magico quanto le ineffabili stelle, all'Inferno di chi fatti non furono a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza- E' una luce che mi dà libertà- ci risiamo, sempre la stessa frittata: la scrittura di questo trattato, scritto quasi di getto e, come precisano alcuni esegeti, "per illuminazioni", è consolante e liberante- Ho voluto dirti addio, lo sa solo Dio- quelfo o ghibellino? Scelta ardua! Quanto un addio forzato, a causa della morte dell'angelicata di cui sopra- Eri un'ombra su di me... BLA BLA BLA... ora mi sento rinascere- qui alzo le mani e taccio.

Serve altro?

Come? ...L'uso dello spagnolo?

Ma certo! Non potendo mescolare poesia e prosa, P&C hanno intercalato italiano e spagnolo, decisamente più trendy oggidì.


martedì 23 ottobre 2007

BEIRUT : Ogni promessa è debito

Ecco, come promesso, i link dove potete scaricare facilmente i primi due album della banda di Zach Condon. In mezzo tre EP : Lon Gisland, Elephant Gun e Pompeii, che aggiungono poco (forse solo un pò di elettronica e qualche divertissement) all'arte proposta.








Gulag Orkestar















The Flying Club Cup







Entrando da Nannucci (noto negozio di dischi di Via Oberdan a Bologna) nella pausa pranzo sento vibrare tra gli scaffali le note di "A Sunday Smile", l'ultimo dei pezzi di The Flying Club Cup ad essere stato completato da un magnifico (sono tutti splendidi) video.
Di solito quando sento che la "mia" musica viene ascoltata da altri, sconosciuti e non, vengo pervaso da un sentimento strano, sicuramente non condivisibile, ma molto vicino alla gelosia...
Non è successo oggi. Potere di Zach...

giovedì 18 ottobre 2007

Gli eroi di Cerwood

Eravamo un pugno di uomini, due di sesso femminile e due maschile, più un giovane uomo detto Caschetto d'Oro, per via di quel caschetto biondo che difendeva a costo della vita.
Stavamo lì, spalmati sul bancone di un bar, ipnotizzati dagli spettri di luce dei nostri bicchieri di rum&pera.
Un nuovo nemico da affrontare, questo ci voleva, per farci sentire ancora sani e forti, anche se nessun medico al mondo lo avrebbe certificato.
Ugolino, così detto per via di quel conte di cui apprezzava la dieta, disse foresta di Cerwood, versione tarocca della più nota Sherwood. Annuimmo con un cenno del capo, com'è d'uopo fra vigorosi. Arrivò il giorno. "Che" guerriero era in ritardo, Betty Boom, così detta perchè era una bomba a orologeria pronta ad espodere in mano a chiunque, e Caschetto d'Oro pure. Ross&Cross, visto l'andazzo, aspettò un quarto d'ora dietro la porta prima di scendere. Rinsaldati da questo spirito comunitario, partimmo.
Giunti a Cerwood, litigammo col bigliettaio, tanto per scaldarci i muscoli. Il nemico, in realtà, si articolava in percorsi variopinti di differente difficoltà: giallo, verde, blu, nero e SUPERNERO.
Solo i degni di noi, ci dicemmo senza parlare. Partimmo, perciò, dal blu e passammo al nero. Ma fu il SUPERNERO, percorso per SUPEREROI, che si dimostrò alla nostra altezza. Venti metri, per l'esattezza. E lassù, in quell'alta solitudine, mi sentii finalmente una cosa sola, cioè una casa sola, e non il solito condominio abitato da entità che non si salutano. Imparai dai rami qualcosa che sapevo già: le mani sanno sempre cosa fare. Fu così che ci lasciammo il supernero, simbolo zippato di tutte le difficoltà che non avevamo saputo o potuto affrontare con coraggio, alle nostre spalle. Come simbolo, ora, di buon auspicio.

giovedì 11 ottobre 2007

IL GENIO DI ZACH

Zach Condon è un genio. Forse qualcuno ha già sentito parlare del fenomeno chiamato BEIRUT, progetto musicale dalle bizzarre e per alcuni "sospette" origini a capo del quale troviamo appunto il genio in questione. L'anno scorso esordì con un album tanto innovativo quanto spiazzante, "Gulag Orchestar". Meraviglia delle meraviglie il nostro dà vita a un combo che unisce la tradizione della musica balcanica, e quindi fiati, ottoni, fisarmoniche e archi, con una sensibilità smaccatamente pop, data soprattutto dal cantato in americano e dalla delicatezza da navigato musicista del nostro eroe. MA..MA il nostro eroe oggi ha 21 anni...L'anno scorso 20. Ed è proprio questo che fa gridare al miracolo...
POI...perchè ancora non è finita.. La settimana scorsa esce il secondo disco dei Beirut, "The Flying Club Cup", stavolta l'ispirazione è meno tzigana e più vicina alla canzone francese degli anni 10 (...e questo è sempre lo stesso giovane di 21 anni...).
Non è mai facile ripetersi, superarsi poi, è quasi impossibile. Per accompagnare il nuovo lavoro, Zach e la sua band da strada “allargata”, hanno girato per New York una serie di videoclip rigorosamente homemade, il ragazzo è dotato di talento di qualità superiore a 360°. Lo scopo è quello di filmarne uno per ogni canzone e attualmente quelli disponibili sono stati raccolti in un sito dedicato (http://flyingclubcup.com/) dove, ovviamente, la visita è d'obbligo.

Girato a Brooklyn, è sicuramente Nantes il clip a spiccare (o spaccare??) per resa acustica e visiva: Zach scende le scale d’emergenza di una palazzina industriale intonando una ballata dolente e intimista. Piano dopo piano, passo dopo passo, la canzone incontra i suoi musicisti diventando sempre più corposa. Prima chitarra e violino, poi il trio di fiati, infine la fisarmonica e la batteria. Fantastico.
C’è tutto l’afflato live che ci vuole e la performance di Condon è semplicemente magnifica.
Il gesto che il giovanotto fa "avvitando" la mano mentre scende un gradino dell'ultima rampa di scale, un attimo prima che la batteria attacchi per la prima volta donando fragore alla melodia...E' semplicemente da brividi. Pelle d'oca. Tipo quella che ti viene ogni santa volta che senti Washer degli Slint...Presente?

Spero che la visione ri-ripetuta del video possa inoculare anche in voi la passione per questa armonia, il piacere che si prova nell'osservare quanto l'amore per la Musica riesca a possedere questa banda popolare di uomini e donne, la fascinosa sensibilità pop che la contraddistingue, l’attitudine apolide/stradaiola che la alimenta.



P.s. : Chiunque abbia voglia di approfondire il discorso Beirut faccia espilicita richiesta nel suo commento..

lunedì 8 ottobre 2007

Bruce Springsteen With The Sessions Band - Live in Dublin

Sono 23 canzoni tratte dai concerti del 17, 18 e 19 novembre 2006 al The Point di Dublino, date finali della tournèe del 2006. Folk piuttosto che rock, l'album raccoglie brani tra i più significativi delle "Seeger Sessions", oltre ad interpretazioni esclusive di Springsteen e versioni rarissime mai publicate prima.


martedì 25 settembre 2007

ho cambiato idea


nonvolevononvolevologiuro! però poi ho pensato: perchè mai dovrei assecondare l'idea che vuole la filosofia obsoleta e noiosa? e chi lo dice che ad amarla siano per forza vecchi boriosi? c'è più vita, ancora, nell'Apologia di Socrate che in tutte le cazzate retoriche e costruite dei vari bestseller.Ed è lontano, sì, ma dà calma pensare che siano esistiti anche uomini così.
perciò, dame e cavalieri, queste sono le ultime parole che Socrate(il Socrate di Platone, come sappiamo) dice ai suoi giudici che lo stanno ingiustamente condannando a morte:

Anche voi, giudici, dovete, quindi, sperare nella morte e pensare a una cosa sola, che cioè all'uomo buono non può toccare alcun male né in vita né dopo morto e che gli dei non dimenticano le sue azioni; anche quello che ora è toccato a me, non è accaduto per caso ed è chiaro che la cosa migliore per me è morire e liberarmi, così, da tante brighe.

Ecco il motivo per cui la voce di dio non mi ha interdetto e perché io, contro i miei accusatori, contro quelli che mi hanno condannato, non ho alcun rancore, sebbene essi mi abbiano accusato e condannato non con questa intenzione, ma per farmi del male: in questo sono da biasimare.

Tuttavia io li voglio pregare di una cosa: quando i miei figli saranno cresciuti, puniteli, cittadini, stategli dietro come io facevo con voi, se vedrete che si preoccupano più delle ricchezze o degli altri beni materiali che della virtù e se si crederanno di valere qualcosa senza valer poi nulla, rimproverateli, come io rimproveravo voi, per ciò che non curano e che, invece, dovrebbero curare, se credono di essere «grandi uomini» e poi non sono niente.

Se farete questo, io e i miei figli avremo avuto da voi ciò che è giusto.

Ma è giunta, ormai, l'ora di andare, io a morire, voi a vivere. Chi di noi vada a miglior sorte, nessuno lo sa, tranne dio.

lunedì 24 settembre 2007

CCCP - Canzoni, Preghiere, Danze Del II Millennio Sezione Europa

Non so, non ho molto da dire.. non è il miglior album dei CCCP, ciononostante è tra quelli che ancora ascolto più di frequente. Sono affezionato al Testamento del Capitano, canto alpino fischiato dal pubblico (ma in un contesto punk bisogna pure capirlo) e la proclamazione dello Stato di Palestina. And The Radio Plays è un gran pezzo. Vario e maldestro e pure suonato così così. Ma da ascoltare una buona decina di volte prima, eventualmente, di metterlo via.

venerdì 21 settembre 2007

THE WAY YOU WEAR YOUR HEAD

Non troverete questo disco in nessuno negozio, in nessun sito, da nessun amico (tranne Zed, credo). Si tratta di una compilazione da me medesimo creata, e da me medesimo rifinita. Trovo, senza modestia alcuna, lo ammetto, che questo sia il disco ideale per qualsiasi situazione e per qualsiasi ascoltatore (da un certo livello di ascoltatori in su). Il titolo fa riferimento a una canzone dei Nada Surf, non inclusa nella tracklist.


Detto come va detto : in qualsiasi occasione vi troviate questa è musica da lustrarsi le orecchie.
Il tema è quello dell'indietronica (che schifo di neologismo...). Ci sono fior fior di artisti come Radiohead, Architecture In Helsinki ed LCD Soundsystem, e fior fior di sconosciuti (ai più) come Niobe, Mirah e Kemopetrol... Credo di aver assemblato un suono abbastanza omogeneo e sicuramente gradevole. Mai come in questa occasione attendo il vostro giudizio. Che sia spunto di ampie e divaganti discussioni.


mercoledì 19 settembre 2007

Robert Wyatt - Nothing Can Stop Us

Il percorso artistico di Robert Wyatt è legato a filo doppio con la nascita e l'evoluzione del rock progressivo. David Allen, Richard Sinclair, Kevin Ayers, i Gong e i Soft Machine, persino i primi Pink Floyd.. in tutto questo Wyatt è stato fondamentale. Batterista e cantante di straordinaria vocalità, nonostante l'incidente che lo portò alla paralisi ha sempre continuato il suo percorso di ricerca tra il rock psichedelico e il jazz-rock. Negli anni '80 la sua produzione solista è caratterizzata da contenuti sempre più impegnati (Wyatt sostiene attivamente il Partito Comunista Britannico) e il disco proposto, del 1982, è un album di cover con forti contenuti politici. Notevole anche la copertina, l'operaio col pugno chiuso ha sempre un certo appeal..

lunedì 17 settembre 2007

Il discorso della schiavo



mercoledì 12 settembre 2007

timpani

mi sento come se le onde del


non facessero più rumore

scacchi

che la terra ti sia leggera..


ieri è morto Zawinul. L'ho scoperto in epoca recente, e me ne sono dispiaciuto, quanto tempo perso.. Prima sapevo che era "solo" il tastierista dei Weather Report. E invece, dalla Sala Borsa, ho avuto per caso per le mani un disco tutto suo. E che disco. Nel 2002 "The Rise And Fall Of The Third Stream" è stato il mio disco dell'anno. Ed è un disco del 1968. L'ho regalato a tanti e l'ho ascoltato mille volte, e ancora oggi mi stupisco di quanto sia bello.
Mi dispiace sia andato, anche perchè avrei voluto vederlo suonare..

martedì 11 settembre 2007

Biglietto per l'Inferno

Il Biglietto per l'Inferno è uno dei più stupefacenti gruppi di progressive rock mai apparsi in Italia. Non è azzardato affermare che prima del loro omonimo album, nel 1972, qui da noi il genere semplicemente non esisteva.
Il gruppo vanta buoni musicisti e un cantante-compositore-frontman eccezionale che, incredibile, è oggi monaco eremita. I testi, mai banali, sono particolarmente violenti, con dure critiche a società e religione. Suonano, ma non si sentono, nel senso che non danno fastidio, ben due tastiere, chitarra basso batteria e il flauto di Canali, il nostro monaco.
La loro produzione conta due album in studio e un live. Poi, lo sciolglimento, e ognuno prenderà la sua strada. Quello qui proposto è il secondo disco, composto nel 75 e, causa il fallimento della casa discografica, stampato solo nel 92. Lunghe cavalcate, visioni orniriche, il flauto e la maestria vocale di Canali, una sezione ritmica impeccabile, chitarra, flauto, tastiere ed effetti che duettano e si rincorrono in perfetta simbiosi con il canto. Giusto un attimo di pausa, Solo Ma Vivo poteva durare tre minuti di meno. Ma La Canzone Del Padre, un capolavoro autobiografico della difficile infanzia di Canali, chiude il disco nel modo più spettacolare possibile.

lunedì 10 settembre 2007

SENSORI


oggi butta così
e volendo potrebbe essere affine alla conclusione precedente
si vive tutto di cuore e di pancia ed entrambi sono collegati alla mente
che razionalizza, conserva, dimentica, infligge e va

domenica 9 settembre 2007

Una singolare conclusione

Il film di qualche tempo fa, “Kamasutra”, non mantiene ciò che sembra promettere.
Manca l'erotismo ammiccato dal titolo.
Troviamo, invece, uno spunto di riflessione.

Alla fine, dopo aver assistito alla trucidazione del suo uomo ad opera di un elefante, la nostra eroina va incontro all'avvenire con questi pensieri “ora che ho conosciuto l'amore, sono aperta come il cielo e leggera come una piuma”.
Lì per lì stupisce. Certo non sembrano pensieri consequenziali ai fatti.
Ma poi uno ci riflette e capisce che l'amato non è la causa dell'amore, ne è l'o
ccasione.
L' amore che ha provato appartiene a lei, non a lui.
Questo è tanto vero nella teoria, quanto irrilevante nella pratica.

Quand'anche fosse così, non è che uno l'occasione dell'amore lo incontra tutti i giorni. Direi manco tutti gli anni.
Va bene anzi se non passa il decennio.
Ma non è nemmeno questo ciò che conta.
Il film potrebbe trasudare la singolare conclusione che per sentirsi aperti come il cielo e leggeri come una piuma sia necessario assistere alla trucidazione dell'amato.

venerdì 7 settembre 2007

GODSPEED YOU ! BLACK EMPEROR

Esordisco così, sperando di continuare in un modo o nell'altro ad arricchire il blog dell'amico zed.

Questo è un disco di abbacinante bellezza, Slow Riot For A New Zero Kanada. Un titolo che ti fa sentire fiero di quello che stai ascoltando solo leggendolo. Loro sono i G.Y.B.E. acronimo svelato nel titolo del post (il punto esclamativo (!) tra le parole You e Black non è un refuso), collettivo di 13/14 appassionati musicisti canadesi. Un gruppo che ho fatto fatica a capire, ma una volta capito...ha deciso di rimanermi dentro. Sono praticamente 8 anni che ascolto questo dischetto, unito ad ascolti più rarefatti di altro materiale prodotto dagli stessi con il loro monicker ed altri bizarri come e più di questo (A Silver Mt. Zion, Tra-La-La Band sono solo alcuni).
Questo EP è a mio parere il picco più alto della loro sconfinata produzione : musica roboante, violini, chitarre che si intrecciano, atmosfere epiche, urla lancinanti e richieste di aiuto. Senza niente che possa avvicinarsi alla forma convenzionale della "canzone" come è usuale intenderla.


Questa è musica e basta, o ti entra dentro oppure finisci per bollarla come immondizia.
Vi prego di dedicare mezzora della vostra giornata all'ascolto di queste melodie avvolgenti, e di darmi un parere, sperando di fare proseliti...



UN SAPORE

Non è una rapa, né una cipolla, né una patata.

Piuttosto sembrerebbe una guglia di San Basilio.

Invece, è ERBETTE, un ortaggio probabilmente comunissimo, ma che io non avevo mai visto in vita mia, prima di andare lo scorso fine settimana a Venezia.

Non Festival, proprio Venezia. Passeggiate, sole perfetto, scorci incantevoli, niente fretta né obblighi, senza nemmeno prestare troppa attenzione ai ninzioletti, pranzando in casa e non al sacco. Infatti, cercando una cipolla per cucinare la sogliola al mercato del pesce, un fruttivendolo venetissimo mi ha mostrato questo essere vegetale, stupendosi del mio stupore. Lui consiglia di lessarlo con patate novelle e una cipolla. Io ne ho comprati due e ieri sera ho assaggiato.

Che sapore ha? Chiede Federica.

Io l'ho spezzettato e lho lessato con uno scalogno e due patate non novelle, perché non è stagione. Ho sporporato sale, pepe, noce moscata e timo ed elasticizzato tutto con dell'olio d'oliva. Risultato: simile a una rapa per consistenza e gusto, ma con un retrogusto pizzichino cipolloso.
Siccome me ne è avanzato un po', stasera provo a frullare tutto, speziare ulteriormente e sono soicura che la versione vellutata non deluderà!

mercoledì 5 settembre 2007

Per rinfrancar lo spirito...tra una cazzata e l'altra



Storia di un mio piccolo non so


Gli alberi trascinavano le loro radici tutt'intorno

mentre io pensavo a come ci si intreccia stranamente nella vita.

Ma nella terra quello che si unisce nessuna terra divide.

E perchè invece noi.

Fabrizio De André - Storia Di Un Impiegato

-Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare?-
-Sì, Vostro Onore, ma li voglio più grandi.-
-C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
le più grandi sanno già dove andare.-

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lunedì 3 settembre 2007

Qua bisogna che vi sistemi io a voi due...
Ma adesso ho una fame bestia e lascio solo una zampata senza nemmeno presentarmi.
A risentirci e tante cose!

Violent Femmes

Il loro album di esordio è l'unico di tutti i tempi ad aver raggiunto il disco di platino senza mai essere comparso nella top 200 di Billboard.
Tra le poche formazioni decenti in mezzo alla notevole, e purtroppo duratura, quantità di immondizia che gli anni '80 ci hanno regalato, si sono imposti come gruppo di riferimento per gli appassionati senza essere mai stati un fenomeno commerciale.
Sono ancora in attività, e il loro ultimo tour in Italia, da dove mancavano da tantissimo tempo, è stato un gran successo di pubblico. Personalmente, non avrei mai creduto di poterli vedere dal vivo. Chissà come suonavano nell'85..

sabato 1 settembre 2007

A Barcellona io gaudì



come diceva Ernesto Zen, la precarietà comincia dalla testa e finisce parecchio più giù.

Ma Gaudì è di fatto, e contemporaneamente, entusiasmante, quando pensi che cazzo può combinare uno con la testa ripiena e strapiena di farfalle e avvilente, quando pensi al come mai e guarda un pò a te non succederà.
Nè farfalle che gorgogliano a semicerchio nella testa, nè eredità di cervello svolazzante.
Poi dici, vabbè, siamo in Italia, e ti passa ogni farfalleria.


venerdì 31 agosto 2007

Che-gall ("l'amore non è liquido")



scrivo righe per conto terzi
ci siamo sposati, in modo impulsivo e compulsivo, dopo soli 8 anni di fidanzamento e 4 di convivenza...quasi non ci conosciamo..
per fare una cosa fatta bene siamo andati a Las Vegas: Ugo vestito da Elvis, io da Diana Ross, la nonna da nonna, il papà da lupo e la nipote da Cappuccetto ross..
il party è stato a base di burro di noccioline e birra Peroni, ed il reportage del nostro matrimonio è stato pubblicato su Vanity Fair...
mi è piaciuto così tanto che ne ho fatto una sceneggiatura per un film dal titolo "Che-gall",
il film è stato campione d'incassi e Scorsese ha comprato i diritti per farne un remake..
alla fine della fiera dico quindi a tutti voi che è meglio sposarsi anzichenò!

giovedì 30 agosto 2007

le vampe di agosto


mercoledì 29 agosto 2007

barcellona

oggi mi sto rompendo i coglioni più del solito. sarà che sono stato in giro e ancora non ci sono ancora dentro con le dinamiche e gli orari della galera infrasettimanale che per adesso mi garantisce lo stipendio.
ho dormito male e ho mal di testa. voglio andare a casa. anzi, vorrei restarci, finchè non mi rompo ancora le balle e decido di fare qualcos'altro. il problema della flessibilità così com'è attuata oggi è la precarietà. mi va bene, anche più che bene, essere flessibile. solo che se mollo un lavoro (perchè mi mandano via, o perchè ne ho le palle piene, è uguale) dovrei avere una ragionevole certezza di trovarne un altro, e nell'attesa i servizi sociali si dovrebbero occupare di me. nel civile nord europa si fa così. la casa e un minimo per sopravvivere sono assicurati. non ci fai granchè, ma non sei in mezzo alla strada.
una volta si diceva che la civiltà di un popolo si misura da come tratta i suoi detenuti. ma anche, dico io, e a maggior ragione, da come tratta chi detenuto non è.
il disco che posto non è tra i più indicati per risollevare il morale, ma è quello che sto ascoltando da stamattina. è una giornata così..



martedì 21 agosto 2007

Neil Young - Live At Massey Hall


Dopo i fasti, e le fatiche, del tour con i Crazy Horse, Neil sente il bisogno di fermarsi e fare il punto, di raccogliere le idee. Davanti al pubblico di casa, da solo sul palco, chitarra, a volte piano, e voce, il leone canadese incornicia, tra due vecchi pezzi dei Buffalo Springfield, molti pezzi di "Harvest", un anno prima della sua uscita, ridotti all'essenziale, nella loro versione più scarna e più pura, insieme a pezzi che ritorneranno molti anni dopo, in "Time fades away" e in "On the beach", e a "Bad Fog of Loneliness", che non troverà mai posto nella dicografia ufficiale. Quello che ne viene fuori, il 19 gennaio 1971 alla Massey Hall di Toronto, è un concerto unico e un documento eccezionale.
Impressionante quante band, negli ultimi vent'anni, si siano affacciate sulla scena musicale tentando con più o meno successo di raccogliere i frutti seminati del grande artista canadese. Nani sulle spalle del gigante.

giovedì 16 agosto 2007

Bracci di Klimt

Qui le giovinezze cantano se stesse
Qui le madri addormentano il bambino
Qui..
Lascia. Perdona.

Led Zeppelin - Identification Required


Registrato negli studi della BBC al Paris Theatre davanti a poche centinaia di fortunati il 4 Marzo 1971, una sontuosa interpretazione, con perle acustiche di Page e Plant. E' considerato, per resa sonora e per la straordinaria qualità del concerto, uno dei migliori bootleg dei Led Zeppelin.

martedì 14 agosto 2007

Accidenti, doppio e triplo accidenti!


Chi non si ricorda di Dick Dastardly, di Muttley e del mitico Squadrone Avvoltoi?

Scarica il primo episodio (occhio, sono 242M)!

lunedì 13 agosto 2007

The Black Heart Procession - 1


Ha inizio la processione. Denso e oscuro, molto poco americano, è il disco d'esordio di una trilogia vedrà la sua definitiva composizione in Three, due anni dopo. Atmosfere cupe, molto piano e fisarmonica, claustrofobia. La band è ancora immatura, c'è ispirazione ma anche mestiere e inutile lunghezza, ma c'è qualità e promettono.

Syd Barrett - The Peel Sessions


Inauguro oggi questo spazio con un gioiellino. Non una grande interpretazione, David Gilmour alle tastiere (!), la batteria è un po' così.. Ma alla fine è sempre lui. Syd Barrett ci ha lasciato un anno fa, ma aveva lasciato il mondo ben prima. Restano due album meravigliosi, uno così così e poco altro. Quel che basta per l'immortalità.